Election Day 2018: seggi aperti fino alle 23. Esordio del tagliando antifrode

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Seggi aperti fino alle 23 per le elezioni politiche 2018. Sono chiamati al voto oltre 46 milioni e mezzo di elettori per la Camera dei deputati, quasi 43 milioni per il Senato della Repubblica. Si eleggono 618 deputati e 309 senatori, 18 parlamentari estero. Oltre alle politiche, si svolgono anche le consultazioni per i presidenti e i consigli regionali di Lombardia e Lazio.

La nuova legge – il cosiddetto ‘Rosatellum’ – prevede un sistema elettorale misto sia alla Camera che al Senato: un terzo dei seggi è assegnato con il sistema maggioritario e due terzi con il sistema proporzionale. Con il sistema maggioritario in ciascun collegio viene eletto un solo candidato, quello che ottiene più voti. Con il sistema maggioritario sono assegnati 232 seggi alla Camera e 116 seggi al Senato. L’assegnazione dei restanti seggi del territorio nazionale (386 alla Camera e 193 al Senato) avviene con il metodo proporzionale in collegi plurinominali.

Le novità di quest’anno sono inoltre: il tagliando antifrode e la modalità di inserimento della scheda nell’urna. Il tagliando è in sostanza un’adesivo, dotato di un codice progressivo alfanumerico che, viene applicato su tutte le schede dal presidente di seggio e dagli scrutatori prima del voto. Inoltre l’elettore, una volta espresso il suo voto, non dovrà inserire la scheda personalmente, ma dovrà riconsegnarla al seggio, dopo averla piegata. A questo punto il presidente dovrà staccare il tagliando, controllare che il numero del tagliando sia lo stesso di quello assegnato al momento della consegna della scheda, e depositarla nell’urna.

Intanto alla vigilia del voto una serie di errori e contrattempi hanno messo a dura prova la macchina elettorale. A Palermo si sono dovute ristampare nella notte 200.000 schede dopo che in diverse zone erano state recapitate per errore quelle del collegio uninominale del Senato destinate a Bagheria. Nella provincia di Mantova le schede per le Regionali in Lombardia avevano il simbolo del Pd nazionale e non quello con l’aggiunta del nome del candidato governatore Giorgio Gori. Errori su nomi e simboli anche in Trentino Alto Adige.

A Roma invece rischia di far discutere il boom di dipendenti dell’Atac chiamati a presenziare alle operazioni di seggio. Si teme che il servizio di trasporto pubblico, tra oggi e domani, possa subire seri contraccolpi, lasciando a piedi molti romani. Infatti circa 850 addetti dell’Atac per due giorni saranno ai seggi: tram, bus e metropolitane potranno dunque contare su un personale ridotto all’osso.

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