Il PD riparte dalla piazza: 70mila a Roma

Prova a ripartire il Partito Democratico e lo fa da Piazza del Popolo a Roma, con una manifestazione contro il governo M5S-Lega e la manovra di bilancio. Settanta mila, secondo gli organizzatori, i partecipanti all’evento, con slogan “Per l’Italia che non ha paura”. Sul palco i big del partito, tra cui gli ex premier Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, il governatore del Lazio Nicola Zingaretti e gli ex ministri Carlo Calenda e Graziano Delrio. Immancabile ovviamente il segretario del partito Maurizio Martina, che ha concluso la manifestazione con un discorso appassionato e di sinistra, in cui ha ribadito la necessità di creare un nuovo Pd per una nuova sinistra.

Il segretario dem ha fatto anche autocritica. “Da questa piazza io voglio dire a tanti elettori del centrosinistra che il 4 marzo non ci hanno votato: abbiamo capito. Adesso, però, ci date una mano perché l’Italia non può andare a sbattere per colpa di questi che governano in modo folle” ha dichiarato Martina, che su twitter ha poi postato una foto di Piazza del Popolo, ringraziando la partecipazione delle persone.

Nella piazza ha risuonato più volte il coro ritmato “unità, unità, unità”, fatto partire per primo da Federico Romeo, il minisindaco di Val Polcevera a Genova,teatro del crollo del ponte Morandi. Romeo è stato il primo oratore a parlare dal palco, da dove ha invitato il Pd a lavorare in Parlamento unito per presentare emendamenti al decreto Genova che raccolgano le istanze del territorio.

“In viaggio verso Roma, verso Piazza del Popolo. È giusto stare in piazza contro questo Governo” ha scritto invece su Facebook Matteo Renzi, che ha ribadito “Questi incompetenti mettono a rischio l’economia. Prendono in giro i loro elettori, perché non manterranno comunque le promesse. Offendono gli altri cittadini, insultando chi la pensa diversamente. Noi dobbiamo reagire, senza paura. E farlo senza divisioni interne, basta con le polemiche. Lottare colpo su colpo. E organizzare forme di resistenza civile contro la deriva venezuelana di Di Maio e Salvini. L’Italia è stata resa grande dal lavoro, dal sudore, dalla fatica e non dall’assistenzialismo. Non lasciamo il futuro a chi vuole vivere di condoni e sussidi. Senza paura, amici”.

L’ex ministro Carlo Calenda ha parlato di buona ripartenza, non solo per il Pd ma in generale per chi si vuole opporre a questo governo populista.

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