Avvocatura della Corte Ue: “Cpr in Albania conformi, ma serve la tutela dei diritti dei migranti”

Il protocollo Italia-Albania è compatibile con le norme dell’Unione Europea sul rimpatrio e l’asilo, a condizione che “i diritti dei migranti siano pienamente tutelati”. È la posizione dell’avvocato generale della Corte di giustizia Ue, Nicholas Emiliou, nel parere non vincolante che anticipa la futura sentenza dei giudici di Lussemburgo.
Aggiunge Emiliou: “Il diritto Ue non impedisce a un Paese di istituire i Cpr al di fuori del proprio territorio”, e aggiunge tuttavia che “lo Stato resta vincolato al rispetto di tutte le garanzie previste, tra cui il diritto all’assistenza legale, all’interpretazione linguistica e ai contatti con familiari e autorità. Particolare attenzione deve essere assicurata ai minori e alle persone vulnerabili”.
Esulta il Governo. La premier Meloni sui social scrive: “Una notizia importante, che conferma la validità della strada che abbiamo indicato e quanto siano costati all’Italia due anni persi a causa di letture giudiziarie forzate e infondate. Noi, intanto, andiamo avanti. Perché sul contrasto all’immigrazione illegale servono serietà, coraggio e soluzioni concrete”. In una nota, il ministro Foti aggiunge: “Sul protocollo tra Italia-Albania il parere dell’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea dà ragione al governo Meloni, riconoscendo infatti la compatibilità dell’accordo e dei Cpr realizzati con la normativa europea sul rimpatrio e l’asilo. È esattamente ciò che noi sosteniamo da tempo: governare i flussi migratori e combattere la tratta degli esseri umani è possibile, con strumenti innovativi e nel rispetto delle regole europee”.
Prudenza nell’opposizione. “Dico a Giorgia Meloni che sul tema dei centri per migranti ha ben poco da festeggiare. Il parere dell’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea è un parere e non è vincolante”. Così Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, e aggiunge: “La presidente del Consiglio deve invece rispondere di un fatto gravissimo: quasi un miliardo di euro di soldi pubblici sono stati sperperati per appena 83 migranti”.