Sì della Camera alla legge delega sul nucleare

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Via libera della Camera dei deputati al disegno di legge delega Pichetto sul nucleare sostenibile. Con 155 favorevoli, 8 astenuti e 86 contrari, il provvedimento passa ora al Senato. La speranza del governo è di arrivare all’approvazione definitiva prima della pausa estiva, per poi emanare i decreti attuativi entro la fine dell’anno. Tra gli astenuti, il gruppo di Italia viva, mentre – oltre alla maggioranza – a favore del provvedimento si sono espressi anche Azione e la componente Pld (Marattin)-misto.

Nel testo si definiscono i campi d’intervento dei futuri decreti governativi, tra cui: la disciplina per la costruzione e l’esercizio di impianti nucleari (SMR, AMR e micro-reattori); la produzione di idrogeno tramite energia nucleare; la gestione del combustibile esaurito e la sicurezza nucleare; la riorganizzazione della governance, con il riordino delle funzioni degli enti competenti.

Dopo il voto a Montecitorio, i deputati di Avs hanno protestato contro il provvedimento con alcuni cartelli. “Oggi la Camera ha fatto carta straccia della volontà popolare di 55 milioni di italiani che con ben due referendum avevano detto no al nucleare”, ha ricordato Angelo Bonelli, leader del partito con Nicola Fratoianni.

Di tutt’altro avviso il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Che invece ha parlato di “passo importante per il futuro energetico dell’Italia”. “Il nucleare sostenibile – secondo il ministro – significa più sicurezza energetica, più decarbonizzazione, più indipendenza. In un mondo in cui la domanda di energia è destinata a crescere rapidamente”. “I primi reattori nucleari in Italia – ha annunciato –  potrebbero accendersi nel 2034-2035”. Quindi la chiosa: “Vogliamo un’Italia meno dipendente dall’estero, con energia più accessibile per famiglie e imprese”.