Tassa rifiuti, la sfida nel Vicentino: produrre di meno e tariffa puntuale

Prepariamoci a dire addio alla vecchia tassa sui rifiuti e al porta a porta tradizionale per quei comuni che ancora ce l’hanno. La raccolta delle immondizie nel vicentino si avvia verso un cambiamento epocale che ha due obiettivi: produrre meno rifiuti e pagare ciò che si conferisce. Cassonetti apribili con tessere insomma, per misurare quanti rifiuti si producono e lo stesso tipo di raccolta in tutti i comuni, per abbattere i costi di gestione che stanno diventando impegnativi.
A tracciare la nuova rotta, già parzialmente intrapresa da alcuni comuni che hanno introdotto i bidoni con la tessera per misurare i conferimenti, è Francesco Gonzo, presidente del Consiglio di bacino rifiuti Vicenza, che non ha dubbi su quella che sia la strada da percorrere: “La cosa principale è imparare a produrre meno rifiuti, perché se anche arriviamo a una differenziata perfetta, continuiamo a produrne troppi”.
Vero è che nel vicentino la raccolta differenziata è cresciuta notevolmente. Come hanno evidenziato i dati forniti da Arpav, dal 2004 al 2024 la differenziata è balzata dal 50,78 al 79,71%. Ma a fronte di questa notevole capacità di separare i materiali, emerge emerge il dato preoccupante della crescita dei rifiuti complessivi, saliti nel Vicentino da 336 a 364 milioni di chili l’anno in vent’anni, con ogni cittadino veneto che produce in media 1,31 chili di immondizia al giorno. Uno scenario che rende meno efficace perfino la raccolta differenziata.
“Possiamo anche arrivare a differenziare il 100% ma se la produzione totale di rifiuti continua ad aumentare abbiamo perso la partita”, spiega Gonzo senza mezzi termini. A questo proposito ha deciso di costruire un percorso, che coinvolge Comuni, aziende, imprese e grande distribuzione e mira all’utilizzo di meno imballaggi, meno usa e getta e maggiore riutilizzo. Ma il cambiamento non è tutto qui e passa anche dal concetto che, secondo Gonzo, il porta a porta è un sistema di raccolta superato.
Pur riconoscendo il valore di questo modello nella crescita della cultura ambientale, il presidente propone di aprire una riflessione seria sul ritorno alla raccolta stradale tramite cassonetti intelligenti ed evoluti, capaci di contare i conferimenti ed introdurre una tariffazione puntuale per far pagare meno chi produce meno scarti. Toccare i portafogli dei cittadini, insomma, per insegnare loro a produrre meno scarti e premiare chi produce di meno con una bolletta più bassa. Al contrario, chi più produrrà, più dovrà pagare.
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