Le polemiche dopo gli scontri, Forza Nuova: “Torneremo, stavolta senza preavviso”

La serata del 27 novembre ha lasciato dietro di sé un clima pesante di tensione e polemiche. Gli scontri tra manifestanti e Polizia, nati in un contesto che avrebbe dovuto essere di presidio e testimonianza, hanno acceso un dibattito politico che attraversa maggioranza, opposizione e voci dalla piazza, con posizioni nette e divergenti.
La sindaca Marigo: “Schio non diventi un’arena ideologica”
La prima cittadina, Cristina Marigo, ha preso le distanze da entrambe le piazze, ribadendo la sua contrarietà a trasformare la città in terreno di scontro ideologico. «Schio non può e non deve essere trasformata in un’arena per scontri importati da fuori città», ha dichiarato, sottolineando come i disordini più gravi siano stati generati da chi si presentava come presidio antifascista ma ha ignorato le prescrizioni della Questura. Marigo ha ringraziato le forze dell’ordine per aver evitato conseguenze peggiori e ha annunciato che, una volta identificate, le persone responsabili degli scontri non saranno più le benvenute in città.
La sindaca ha inoltre stigmatizzato le segnalazioni – ancora da verificare – sulla presenza di alcuni consiglieri comunali tra i manifestanti: «Se confermato, sarebbe un comportamento molto grave. I rappresentanti istituzionali hanno il dovere di tutelare le istituzioni e la sicurezza pubblica, non di alimentare tensioni».
Il Partito Democratico: “Antifascismo sì, violenza no”
Il segretario dem Mattia Dal Lago ha distinto il volto di due piazze diverse all’interno del messaggio antifascista: «La serata era iniziata con interventi pacifici e testimonianze», ha spiegato, «ma un piccolo gruppo ha violato le regole tentando di dirigersi verso piazza Almerico, dando origine agli scontri». Il PD condanna senza esitazione gli episodi di violenza e ribadisce che «il dissenso si manifesta con le idee, non con la violenza». Dal Lago ha voluto difendere il lavoro quotidiano di associazioni come ANPI e ANED, che portano avanti l’impegno antifascista in modo civile e coerente con i principi costituzionali.
Fratelli d’Italia: “Arcadia è il problema”
Durissimo invece il giudizio di Alex Cioni, referente locale di Fratelli d’Italia, che ha puntato il dito contro il centro sociale Arcadia: «Quanto accaduto dimostra ancora una volta la pericolosità degli attivisti di Arcadia», ha affermato, accusando l’amministrazione di tollerare la presenza del collettivo e di concedere spazi pubblici a chi «trasforma ogni occasione in un pretesto per creare tensioni». Cioni chiede una presa di posizione chiara e definitiva, denunciando «l’arroganza e la violenza» di chi brandisce l’antifascismo come pretesto per imporre la propria visione. «La nostra città non ha bisogno di caos ma di serenità, legalità e rispetto delle regole», ha concluso, esprimendo solidarietà alle forze dell’ordine.
Arcadia: “La piazza ha resistito, violenza ingiustificabile”
Il centro sociale Arcadia ha invece raccontato una versione opposta, denunciando la gestione dell’ordine pubblico come «violenta e sproporzionata». «In Piazza Rossi il presidio era unito e si è mosso determinato non appena si è saputo che FN stava per muoversi», si legge nella nota. «La polizia ha scelto di intervenire con idranti e manganelli, travolgendo persone e ferendo manifestanti. Almeno due hanno riportato fratture gravi».
Secondo Arcadia, «la sfilata di Forza Nuova è stata fermata non per scelta istituzionale, ma perché la città ha impedito che si appropriasse delle sue strade». Il collettivo accusa la sindaca Marigo di «neutralità grave», che avrebbe consentito a «pochi militanti fascisti di sfilare mentre la Schio Antifascista veniva blindata».
Forza Nuova: “Inadeguate le forze dell’ordine, torneremo in piazza”
Senza mezzi termini, Forza Nuova ha attaccato anche l’operato delle forze dell’ordine, accusate di aver “abdicato al disordine pubblico” chiedendo ai militanti di interrompere anticipatamente la loro passeggiata: «Lo abbiamo fatto solo per senso di responsabilità, per non penalizzare ulteriormente i cittadini onesti», hanno dichiarato i portavoce vicentino e regionale, Massimo Lananna e Luca Leardini. Il movimento annuncia l’intenzione di tornare presto tra le vie di Schio, “stavolta senza preavvisare nulla”, denunciando una città «vittima di degrado, insicurezza, baby-gang e spaccio», mentre «chi urla slogan antifascisti preferisce sventolare bandiere rosse piuttosto che affrontare una realtà che magari invece appoggia».
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