Rabbia e dolore dopo il rogo, Marsetti: “Non so se così ha senso continuare”

Progetto senza titolo - 1

Poche ore di fiamme, altissime, spietate, voraci. Tanto è bastato per mangiarsi una vita di sacrifici, di mani sporche d’olio, di turni estenuanti che badano più ad accontentare i clienti che alle ore accumulate sulle spalle. L’incendio che nella notte appena passata ha distrutto l’attività del sindaco di Malo, Moreno Marsetti, ha ferito anche l’uomo. E non poco.

L’allarme, l’intervento dei vigili del fuoco intervenuti massicciamente, lo sguardo incredulo mentre le fiamme divorano incuranti tutto quello che possono: “Quando siamo arrivati – racconta Marsetti con voce provata – abbiamo provato a fare qualcosa ma la situazione, fra pneumatici, veicoli e il forte calore, era troppo pericolosa. Così non mi è rimasto che assistere impotente alla distruzione di anni di lavoro. Vedere il volto di mio padre, prostrato dal dispiacere, è stato un pugno allo stomaco: lui mi ha passato il testimone, non doveva andare così”. Pensieri ed emozioni che affollano la mente e non trova ordine e pace anche per la responsabilità che il sindaco imprenditore racconta di avere: “In azienda lavorano una decina di persone, con famiglia. Che ne sarà di loro oggi che non posso garantire un futuro nemmeno a me stesso?”

Incalcolabili al momento i danni, per lo più distrutte anche le attrezzature, inagibili la maggior parte dei locali atti ad accogliere quella che non è solo un’autofficina specializzata nella vendita e sostituzione di pneumatici, ma un vero e proprio rehab dell’auto: “Il fuoco ha distrutto anche una quindicina di auto, alcune di valore, oltre al carro attrezzi – spiega il primo cittadino – ma se l’autorità inquirente ci darà il nulla osta, cercheremo di portare avanti un minimo nell’unica area che si è salvata. Troppo poco per la sussistenza, ma almeno..”. Non fa invece supposizioni Marsetti su chi potrebbe essersi spinto tanto da compiere un simile gesto, ringrazia pompieri e forze dell’ordine e accenna la parvenza di un sorriso solo quando gli vengono nominati i tanti attestati di stima arrivati dalla politica – anche quella romana – così come dal privato cittadino. Prima di farsi brutalmente amaro: “La realtà è che a parte l’episodio di minaccia del marzo scorso con un volantino sul cruscotto – ricostruisce Marsetti – non c’è stato altro. Ho la massima fiducia nella giustizia, ma devo allo stesso tempo permettermi una doverosa riflessione sul mio impegno politico. Quando ti portano via tutto così, o aspetti che la prossima volta lo facciano prendendo di mira la casa o molli prima che sia troppo tardi”.

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