Nebbia fitta nel “cantiere” elettorale, per ora una sola certezza: Orsi ci riproverà

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Il Comune di Schio

Una sola certezza: Valter Orsi proverà il bis e l’intenzione è di andare di nuovo da “solo”, con Noi Cittadini. A Schio in tema di partiti e liste che si candideranno alle prossime elezioni – non troppo lontane, si svolgeranno nel 2019 – c’è una sorta di nebbia “politica” fitta che avvolge la città, e che per ora lascia intravedere ancora molto poco.. Ad aver dichiarato apertamente la ricandidatura è il sindaco attuale, mentre nelle altre forze politiche i movimenti sono presenti ma ancora sotto traccia.

Tandem Lega-Orsi? “Abbraccio” con la Lega sì, oppure no? E’ una domanda che sia il sindaco civico sia alcuni dirigenti leghisti cittadini si sentono rivolgere spesso, negli ultimi tempi. Un legame in passato c’era: Orsi è stato perfino segretario provinciale del partito negli anni ’90 (all’epoca guidato da Umberto Bossi) e candidato del centrodestra unito nella tornata elettorale 2009, contro Luigi Dalla Via. Ma dal Carroccio il primo cittadino è uscito ormai da molti anni e nel 2014 è stato eletto con la civica Noi Cittadini, vera forza propulsiva dell’attuale amministrazione. E attualmente fra le due forze politiche ci sarebbe una certa distanza.

Orsi, da noi interpellato nei giorni scorsi, lo ha confermato: “Stiamo lavorando con le nostre liste e l’idea di massima è di presentarci al primo turno da soli. Non abbiamo avuto ufficialmente alcun contatto con la Lega e lavoreremo fino all’ultimo per il progetto iniziato con Noi Cittadini”. Il voto del capoluogo con la vittoria del “civico” (sostenuto anche dai partiti di centrodestra) Francesco Rucco per Orsi è rincuorante, prova che le unioni di cittadini che vanno al voto hanno possibilità di successo: “Il voto di domenica a Vicenza ci rinfranca, la civica di Rucco ha fatto grandi numeri nonostante i partiti. Prova che per le civiche c’è molto spazio”.

Nel partito di Matteo Salvini, di cui la segreteria scledense è guidata da Ilenia Tisato con Mario Pegoraro come vice, le posizioni sono più sfumate. Alle Politiche del 4 marzo, con oltre il 29 per cento, i leghisti a Schio sono diventati il primo partito. Schio dalla Lega veneta e provinciale è considerata un “anello debole” dal punto di vista amministrativo, per questo il Carroccio è alla ricerca di un proprio candidato sindaco per il 2019, e Tisato (che sulla stampa ha rinunciato) vorrebbe che fosse una donna. Nel frattempo, la stessa segretaria non ha negato ci siano contatti con altre forze politiche, dal Partito Democratico alla civica Noi Cittadini di Orsi. Fonti interne alla Lega scledense però negherebbero una vicinanza con il sindaco, anzi alcune scelte dell’amministrazione non sarebbero proprio state digerite dal Carroccio: la fusione fra Avs e Acque Vicentine, in primis, ma pure l’aggregazione dell’Ulss di Thiene e Schio con quella di Bassano. Una lontananza certificata a fine aprile dal non voto al bilancio dell’amministrazione da parte del consigliere comunale leghista Alessandro Gori. Il capogruppo (e unico consigliere) aveva valutato positivamente il lavoro dell’amministrazione, ma è poi uscito dall’aula al momento del voto per non incorrere in sanzioni da parte del proprio partito, come lui stesso ha dichiarato.

Cunegato, il centrosinistra e il “movimento”. Sul fronte delle opposizioni Carlo Cunegato, esponente civico (ma di fatto il più a sinistra del consiglio comunale) della lista TesSiamo Schio, ha rotto gli indugi ancora a novembre 2017 presentando pubblicamente un “cantiere civico” di centrosinistra ispirato alla Coalizione Civica che ha vinto alle urne contro la Lega alle ultime amministrative di Padova. Di certo, quindi, il consigliere (in passato aderente a Sel, da sempre su posizioni di sinistra) giocherà un proprio ruolo nelle prossime elezioni. Il nome è già fissato: Coalizione Civica per Schio. Per il resto però sull’area politica che comprende Pd e “cespugli” vari non c’è alcuna certezza. I “dem”, dopo la sconfitta di Dario Tomasi alle ultime elezioni (l’ex consigliere si è dimesso dopo un paio d’anni), a Schio sembrano non essersi più ripresi completamente. Pur con qualche iniziativa pubblica, ad oggi non è stata espressa pubblicamente una linea precisa in vista delle elezioni (a cui ormai non manca molto). Le voci di corridoio parlano di contatti con ex amministratori, pure l’ex sindaco Giuseppe Berlato Sella, nella valutazione di un volto credibile per il prossimo appuntamento elettorale.

Qualche sorpresa potrà forse arrivare dal cantiere “sociale” Schio Polis, guidato dall’ex sindacalista Walter Sperotto assieme a Michele Faoro e Pietro Strobbe. Uscito allo scoperto nei giorni scorsi, il “pensatoio” indice un convegno pubblico il prossimo 19 giugno a palazzo Toaldi Capra. Un incontro interamente incentrato sull’evoluzione demografica della popolazione scledense e i rischi per i servizi alla popolazione nei prossimi vent’anni. Ma non sarebbe strano che da tutto questo uscisse anche una proposta politica.

Anche il Movimento 5 Stelle di Schio ad oggi non sembra aver ancora iniziato a muoversi per l’appuntamento elettorale del 2019. Alle ultime elezioni la formazione politica ha espresso un consigliere comunale, Marco Vantin. Pure qui, una sola certezza: come da propria tradizione, equidistante da destra e sinistra, il Movimento alle prossime elezioni si presenterà da solo.

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