Presentato il Piano delle Acque: mappate 25 criticità e semaforo verde per due bacini

Una fotografia completa, finalmente nitida, della rete idraulica cittadina. È il nuovo Piano Comunale delle Acque, adottato dal Consiglio Comunale di Schio ad aprile e presentato nei giorni scorsi al Faber Box davanti a cittadini, tecnici e amministratori. Un lavoro che viene definito “storico”, perché per la prima volta mette in fila ogni tratto di fossato, canale, tombinamento e rete di scolo, individuando 25 aree di criticità e proponendo per ciascuna un intervento risolutivo.

A illustrare il Piano due ingegneri, Vincenzo e Anna Chiara Bixio di Nordest Ingegneria, che hanno guidato la platea attraverso un’analisi sistematica del territorio. Il quadro emerso è quello di una rete minore segnata da decenni di urbanizzazione, suoli impermeabilizzati, fossi eliminati o abbandonati, tombinamenti ostruiti anche oltre il 50% e fognature bianche che non reggono più eventi meteorici sempre più intensi. La sindaca Cristina Marigo ha parlato di un Piano che funziona come uno specchio, capace di mostrare anche ciò che non si vorrebbe vedere: “Il territorio porta i segni di scelte fatte nel passato – ha detto – e oggi tocca a noi fare i conti con le conseguenze. Non serve cercare colpevoli: la sicurezza idraulica è una responsabilità collettiva. Il Comune sta facendo la sua parte: abbiamo destinato l’intero avanzo di bilancio, 1.426.730 euro, ai bacini; abbiamo adottato il Piano; stiamo cercando ogni risorsa disponibile. Ora chiediamo alla città di fare altrettanto”.

Il Piano è ora consultabile e i cittadini potranno presentare osservazioni dal 20 giugno al 20 luglio, prima dell’approvazione definitiva prevista entro fine anno. Durante la serata sono stati illustrati anche i due grandi interventi già finanziati, entrambi coperti dall’avanzo di bilancio 2025. Il primo è il bacino di laminazione di Aste, sul torrente Caussa, con una capacità di invaso di circa 10mila metri cubi e un costo complessivo di 60omila euro, di cui 400mila euro per i lavori. Il progetto di fattibilità è in corso, l’esecutivo arriverà entro marzo 2027 e il cantiere aprirà nell’autunno dello stesso anno, con conclusione prevista nella primavera 2028. A monte, il Servizio Forestale sta progettando una briglia filtrante per trattenere detriti e ghiaia.

Il secondo intervento riguarda invece la zona di SS. Trinità, tra via Maso dalla Vecchia e via dei Nogarola, dove sorgerà un bacino da 3mila 300 metri cubi, anch’esso dal valore complessivo di 600mila euro, con 400mila euro destinati ai lavori. Il progetto di fattibilità è già stato redatto a marzo 2026 e il cantiere partirà nella primavera 2027, con conclusione prevista in autunno. L’incarico comprende anche la progettazione di una vasca per intercettare materiale flottante nel fossato Caussa, così da proteggere il tratto tombinato a valle.

Nel frattempo, è già stata completata la manutenzione straordinaria del tombinamento della Valle Caussa Boldoro, un intervento da 149mila euro, concluso nei primi mesi del 2026. L’assessore ai Lavori Pubblici Michele Lain ha sottolineato come il Piano rappresenti un cambio di metodo: conoscere per prevenire, programmare per proteggere: “I due bacini non sono un punto d’arrivo, ma un punto di partenza. La gestione delle acque non si ferma ai confini comunali: per questo stiamo lavorando con altri enti e con i Comuni vicini”. Lain ha ricordato anche il progetto Svolta Blu, sviluppato con Viacqua, dedicato al risparmio idrico e all’infiltrazione in falda, con una funzione potenziale di laminazione durante gli eventi estremi. Schio, insomma, prova a cambiare passo. Non più interventi emergenziali, ma l’avvio di una strategia complessiva. Una sfida che riguarda tutti, perché l’acqua – quando arriva – non fa distinzioni. E proprio per questo, oggi più che mai, serve una visione comune.

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