A processo per le sprangate al cameraman: il caso finì su “Striscia”

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Nuovo capitolo della vicenda dell’aggressione al videoperatore di Canale 68, Paolo Gasparella, da parte di Roberto Aste, figlio del titolare dell’hoel Duca D’Este.

Gasparella fu malmenato in un eccesso d’ira nell’autunno di un anno fa, con danni anche alla vettura aziendale, presa a sprangate secondo le accuse mosse dalla vittima. La vicenda finirà a processo dando seguito alle denunce presentate dopo il fatto avvenuto a Santorso, in zona industriale di fronte alla struttura ricettiva, il 18 ottobre 2016.

Il cameraman, residente a Valdagno, si era recato presso l’hotel per effettuare delle riprese esterne avvalendosi del diritto di cronaca, visto il tema scottante d’attualità della presenza di un gruppo di richiedenti asilo ospitati proprio al Duca D’Este. All’invito piccato da parte di Aste di togliersi di torno, scattò il diverbio, che passò in pochi attimi dalle parole ai fatti, come documentato da video e foto che furono vagliate dagli inquirenti.

Gasparella riportò una forte contusione alla schiena con sette giorni di prognosi, mentre alla Fiat Panda di proprietà dell’emittente televisiva fu frantumato il lunotto. Una brutta storia, che attirò anche l’attenzione del noto programma serale di Canale 5 Striscia la Notizia, che dedicò un servizio che contribuì non poco ad amplificare la vicenda sui media nazionali.

Questi gli antefatti, del presente l’annuncio della  chiusura delle indagini e il rinvio a giudizio di Roberto Aste, ora 42enne residente a Valli Pasubio, che dovrà difendersi dalle accuse di lesioni aggravate, minacce e danneggiamenti.

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