Stato di agitazione all’Ipab La Casa: I sindacati: “Basta esternalizzazioni”

Acque sempre più agitate a Schio per l’Ipab La Casa, dove negli ultimi mesi si è decisa l’esternalizzazione a cooperative esterne di due nuclei dedicati alle persone più fragili. La notizia di oggi è che la categoria Funzione Pubblica della Cgil e della Cisl vicentine hanno proclamato lo stato di agitazione del personale, confermando la loro “ferma contrarietà” alla decisione della direzione – coordinata dal direttore Marco Peruffo – di procedere con l’esternalizzazione del nucleo Girasole della sede di Valbella, dopo che nei mesi scorsi la stessa sorte era già toccata al nucleo Ciclamino.
“Una scelta – scrivono Fp Cgil e Fp Cisl – che rappresenta un ulteriore passo in una direzione che le organizzazioni sindacali giudicano profondamente sbagliata, sia nel metodo che nel merito”. La decisione di proclamare lo stato di agitazione è maturata “al termine di mesi di crescente tensione all’interno della struttura e dopo un confronto con la direzione che, ancora una volta, non ha fornito risposte convincenti alle preoccupazioni dei lavoratori”. Nell’occhio del ciclone, l’operato del direttore Marco Peruffo.
Le organizzazioni sindacali denunciano anzitutto la totale assenza di un confronto preventivo su una decisione strategica che riguarda il futuro dell’ente. “Nonostante l’affidamento a una cooperativa fosse evidentemente oggetto di trattative da settimane, il sindacato è stato informato soltanto a decisione ormai assunta, svuotando di significato il ruolo delle rappresentanze dei lavoratori. A rendere ancora più grave la situazione è il fatto che, al momento dell’esternalizzazione del nucleo Ciclamino, la direzione aveva assicurato che si trattava di un provvedimento temporaneo e che non avrebbe rappresentato l’inizio di un processo più ampio. Oggi quelle rassicurazioni risultano completamente smentite dai fatti, alimentando una profonda crisi di fiducia nei confronti della governance dell’ente”.
Per i due sindacati il ricorso crescente alle esternalizzazioni non affronta le vere cause della crisi dell’Ipab La Casa. “da tempo – scrivono – chiediamo interventi concreti per rendere la struttura più attrattiva, migliorare l’organizzazione del lavoro, valorizzare il personale e contrastare una fuga di lavoratrici e lavoratori che continua senza sosta. Ma ogni richiesta e sollecitazione è rimasta inascoltate. Nel frattempo, il clima interno ha continuato a deteriorarsi con quotidiane segnalazioni di forti disagi organizzativi, di un utilizzo ritenuto eccessivo dei procedimenti disciplinari, di atteggiamenti intimidatori verso chi manifesta criticità e di un ambiente lavorativo che ha progressivamente perso quel senso di appartenenza che per anni ha rappresentato uno dei punti di forza della struttura”.
“L’esternalizzazione dei nuclei Ciclamino e Girasole – aggiungono le due sigle sindacali – non viene quindi letta come una risposta temporanea alla carenza di personale, ma come il segnale di un progressivo arretramento del ruolo pubblico dell’Ipab. Questa prospettiva desta forte preoccupazione perché rischia di compromettere la continuità assistenziale, aumentare il turnover degli operatori e aprire la strada a ulteriori affidamenti all’esterno fino a coinvolgere altri reparti, se non l’intera struttura. Le recenti assemblee dei lavoratori, molto partecipate, hanno confermato un malessere diffuso e una crescente preoccupazione per il futuro dell’ente, rafforzando il mandato alle organizzazioni sindacali per l’avvio dello stato di agitazione”.
Le richieste le cui risposte per i lavoratori sono non son più rimandambili riguardano l’immediato stop a nuove esternalizzazioni; l’apertura di un vero tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali prima di qualsiasi scelta strategica; un piano straordinario per rendere l’Ipab attrattiva e capace di assumere e trattenere personale; il miglioramento delle condizioni di lavoro e del clima organizzativo; il rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori e la cessazione di pratiche gestionali che alimentano tensioni e conflittualità; la salvaguardia della natura pubblica dell’Ipab e del suo ruolo centrale nei servizi sociosanitari dell’Alto Vicentino.
“La carenza di personale – concoludono le organizzazioni sindacali – è un problema reale, ma non può diventare il pretesto per smantellare progressivamente il servizio pubblico. Esternalizzare significa rinunciare ad affrontare le vere criticità organizzative e rischia di impoverire un patrimonio costruito in decenni di professionalità e competenze. Per questo chiediamo un cambio di rotta immediato: servono investimenti sulle persone, sul lavoro e sul dialogo, non nuove deleghe ai privati”.
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