Trentenne prende a calci il cancelletto della stazione (chiusa) dei carabinieri. Poi si addormenta in strada

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“Assalto mancato” alla stazione dell’Arma dei Carabinieri di Piovene Rocchette, dove nella tarda serata di sabato 14 agosto un giovane balordo di 31 anni avrebbe concluso la sua memorabile – si fa per dire – serata di bagordi sdraiandosi e addormentandosi in strada, dopo aver rabbiosamente danneggiato il cancelletto di ingresso della sede cittadina, in quel momento chiusa al pubblico. Si tratta di un soggetto con precedenti di giustizia e residente nello stesso paese ai piedi del Monte Summano che, per motivi del tutto sconosciuti, si è accanito contro l’entrata della struttura, divellendo alcuni dei pannelli informativi affissi all’esterno della struttura di via Monte Verena.

Non è noto se la sfuriata del 31enne vicentino derivi dalla mancata presenza all’interno dei militari nella notte di Ferragosto, oppure se sia trattata di una sorta di vendetta personale nei confronti dei militari per i quali lo stesso cittadino rappresenta un volto arcinoto per vari episodi di cronaca. Fatto sta che non sussistono dubbi sulle sue condizioni psicofisiche in quella tarda serata in cui ha “dato di matto”, come probabile conseguenza dell’assunzione di sostanze alcoliche o stupefacenti.

All’interno della caserma collegata alla Compagnia Carabinieri di Schio, seppur chiusa al pubblico, si trovavano alcuni militari che risiedono negli alloggi attigui. Sono stati gli stessi operatori “inquilini” con il supporto dei colleghi di pattuglia giunti da Schio a dar man forte nell’affrontare il 31enne completamente fuori di senno, che poco prima aveva sradicato un palo di segnaletica stradale per poi gettarlo nel cortile. Nel giro di pochi secondi, poi, il giovane vicentino si sarebbe sdraiato sulla strada, addormentandosi subito.

Nessun malore come si poteva temere in un primo momento visto la stato alterato: il protagonista della serata aveva semplicemente esaurito le energie, “travolto dal sonno”. Una volta svegliato e preso in consegna, l’assalitore mancato faticava ad esprimersi ed è stato condotto nella sede della compagnia di Schio, rifiutando ogni cura medica che poteva contribuire a restituirgli un minimo di lucidità.

Una volta concluse le procedure di identificazione, fotosegnalazione e notifica delle denunce per i danneggiamenti perpetrati a Piovene, il giovane è stato affidato ad un fratello che lo ha riportato a casa, in attesa di smaltire gli effetti della nottata sregolata. Toccherà ora un giudice deliberare quali provvedimenti da adottare sul piano di giustizia, indicando anche un percorso da intraprendere per il recupero del 31enne, che poteva fare e farsi del male seriamente in quelle condizioni.