“Fra Albero”: il legame tra Francesco d’Assisi e la natura nel nuovo libro di Antonio Gregolin

Che il “poverello di Assisi” nutrisse un profondo rispetto per la natura non è certo un mistero. Non è un caso, infatti, che egli sia riconosciuto come patrono dell’ecologia. Il suo approccio all’ambiente, ovviamente, era più teologico che scientifico, ma tant’è. San Francesco d’Assisi, per il tramite del suo celebre “Cantico delle creature“, viene ampiamente considerato come precursore dell’ambientalismo. Un aspetto caratteristico del patrono d’Italia da riscoprire (o magari da scoprire) grazie al libro “Fra Albero“, del giornalista e scrittore vicentino Antonio Gregolin.
Un’opera pubblicata in occasione dell’ottavo centenario della morte del santo, in concomitanza con molti altri libri incentrati sul medesimo personaggio. Qualcuno, di conseguenza, potrebbe essere tentato di chiedersi se c’era proprio bisogno di scriverne un altro. “La risposta è no”, dichiara l’autore stesso ai microfoni di Radio Eco Vicentino. Ma quindi la domanda è: perché spendere le proprie energie in tale impresa? “Questo libro – racconta Antonio durante la trasmissione “Parlami di Te” – è nato sulla scia dei miei 40 anni di impegno morale verso una questione etica”. L’autore infatti, da quattro decenni, è anche una guida naturalistica per i ragazzi delle scuole. Antonio Gregolin insomma, esattamente come Francesco d’Assisi, ha una spiccata sensibilità nei confronti della natura.
Chi meglio di lui, dunque, può aiutare a riscoprire (o a scoprire) l’ambientalismo del patrono d’Italia? Da qui, finalmente, si ricava la risposta alla domanda precedente: l’ottavo centenario francescano, tra le altre cose, offre un’occasione per continuare a riflettere su un tema quanto mai attuale. Continua l’autore, dialogando con Mariagrazia Bonollo e Gianni Manuel: “Citando un altro Francesco, molto più contemporaneo a noi e che purtroppo non c’è più, papa Francesco, ‘o ci salviamo tutti o non si salva nessuno. Siamo tutti sulla stessa barca’. E qual è questa barca? È il nostro pianeta”.
“Un pianeta – prosegue – fatto di creature diversissime, che noi non conosciamo”. Il pensiero di Antonio, come suggerisce il titolo del libro, va in particolare agli alberi: “Sono le creature più comuni. L’85% del nostro pianeta è costituito da elementi verdi. Esseri viventi così comuni da essere sconosciuti. A malapena ce ne interessiamo guardando i documentari televisivi. Poi usciamo di casa, prendiamo un’ascia e ciò che troviamo davanti a noi lo tagliamo e abbattiamo. Allora c’è bisogno di educare. Ami solo quello che conosci, e dunque se non conosci come fai ad amare? È un vecchio motto, ma che funziona sempre”.
“Fra Albero“, di conseguenza, si indirizza verso un pubblico ben preciso: “È un libro che consiglio a chi oggi ha il compito di formare”. Ma in realtà, precisa l’autore, in fin dei conti è un libro per tutti: “Per chi vuole capire chi è stato Francesco dal punto di vista storico. Non solo del passato, ma anche del presente e forse pure del futuro. E dunque credo che sia un libro anche per i giovani. Perché sono loro la nostra speranza. E se dovessi paragonare questo libro, lo considererei come un seme che, piantato e lasciato a terra, ha il coraggio di diventare albero”.
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