Rifugio Papa, Renato Leonardi non molla: “Ancora due stagioni e arrivo alla cinquantesima”

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L’incidente occorsogli lo scorso 13 agosto aveva suscitato un generale moto di apprensione. E, tutto sommato, ciò non deve sorprendere: in fin dei conti, tra i cultori della montagna, e del Pasubio in particolare, egli rappresenta una vera e propria istituzione. Fortunatamente, tutto si è risolto per il meglio. È lo stesso Renato Leonardi, storico gestore del rifugio “Achille Papa”, a confermarlo in prima persona negli studi di Radio Eco Vicentino. Circostanza, questa, che gli ha inoltre offerto l’occasione per rassicurare tutti coloro che gli sono affezionati: alla riapertura della struttura, lui, ci sarà.

“Onestamente non ricordo niente di quell’attimo lì – racconta Leonardo, rievocando l’accaduto ai microfoni della trasmissione “Parlami di Te” -. Si è trattato di un momento di stanchezza, stress e distrazione”. La noia per una strada, quella degli Eroi, percorsa innumerevoli volte. Il trovarsi da solo nella macchina che stava guidando. La distrazione dovuta ai pensieri che affollavano la sua mente. Queste, a suo avviso, le cause all’origine dell’infausto episodio. Sta di fatto che, continua, “la macchina è uscita di strada e si è ribaltata, per poi raddrizzarsi”.

Provvidenziale si è rivelata la chiamata di emergenza al 112, che egli stesso confessa di non sapere come sia partita. Ad ogni modo, prosegue nella chiacchierata con Mariagrazia Bonollo, “ho riportato un grosso trauma alla faccia e una spalla lussata, ma sul resto del corpo non avevo neanche un graffio. Per cui, una volta uscito dalla terapia intensiva, il recupero è stato abbastanza veloce. Ho fatto 10 giorni di fisioterapia, e poi mi hanno mandato a casa perché ho cominciato subito a camminare”.

I frequentatori del rifugio “Achille Papa”, dunque, possono tirare un sospiro di sollievo: Renato Leonardi, di mollare le redini, non ci pensa neppure. Un’attività, ricorda, che conduce ormai “da tanti anni. Ho cominciato quando ne avevo 20, adesso ne ho 68”. Tutto è iniziato nel 1979, quando, con un gruppo di amici, decide di fare domanda per rilevare la gestione del rifugio. “Il Cai di Schio titubava – rivela -, perché il nostro era un gruppo di ragazzotti. Tuttavia erano state presentate poche altre domande. Inoltre, all’interno del consiglio del Cai, c’erano già persone di mentalità aperta”.

E fu così che ebbe inizio l’avventura che avrebbe condotto Leonardo ad essere ciò che è oggi, ovvero un punto di riferimento fondamentale per tutti coloro che si aggirano sul massiccio del Pasubio. “Ho cominciato un po’ per gioco – confida -. Si trattava di un’occupazione che non dava certezze, perché la frequentazione non era assolutamente paragonabile a quella che si registra oggi. Poi però, un po’ alla volta, si è trasformata in un vero lavoro”. Al quale, nonostante l’incidente, non intende minimante rinunciare. “La prossima sarà la 48° stagione – conclude -. Ancora un paio e arrivo alla 50°”.

Pick-up precipita da Strada degli Eroi. In terapia intensiva il gestore del Rifugio Papa

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