Running For Rangers. Le nostre interviste esclusive – Alberto Ferretto

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Vi avevamo parlato nelle scorse settimane dell’iniziativa di un gruppo di ultrarunner vicentini che ad agosto andranno in Kenya per correre una gara benefica di 230 chilometri. Un’iniziativa, Running For Rangers, di cui siamo fieramente media partner.
Proseguiamo il giro di interviste ai quattro ragazzi che correranno questa gara estrema, cercando di capire le motivazioni che li hanno portati a partecipare.

Intanto vi ricordiamo come donare e contribuire al progetto:
Si può fare una donazione al seguente link → https://www.gofundme.com/running-for-ranger-italia. Si tratta di una piattaforma online certificata e totalmente sicura, usata per raccogliere fondi per le esigenze più disparate.

Oggi è il turno dell’ultimo membro della crew, Alberto Ferretto.

Quali sono le tue personali motivazioni per aderire ad un progetto simile di sport
e solidarietà? Non stiamo parlando di poca cosa, correre 230 chilometri nella
savana keniana.
È un progetto che unisce una delle mie grandi passioni ad uno scopo benefico. Se
uniamo questo connubio all’esperienza umana e di gruppo che ci aspetta, credo sia
qualcosa di incredibilmente unico.

Sicuramente avrai approfondito la conoscenza del tema bracconaggio in Kenya
durante gli ultimi mesi. Che idea ti sei fatto? L’opinione pubblica europea è
sufficientemente sensibile?
No, credo che in Italia l’opinione pubblica sia molto ignorante rispetto questa
tematica. In termini generali, una piccola percentuale di popolazione si interessa ad
ambiente ed animali mentre, purtroppo, ho l’impressione che la maggior parte delle
persone viva come se le risorse naturali fossero infinite, non rendendosi conto che
la terra, attraverso il clima, ci sta lanciando dei chiari segnali di allerta.

Che tipo di preparazione atletica e mentale stai seguendo? In Africa troverete
delle condizioni climatiche a cui probabilmente non siete abituati.
Mi alleno tutto l’anno ed i cambiamenti climatici non sono mai stati un problema
perché credo lo sport sia anche e soprattutto questo, adattarsi al clima. Le difficoltà
dei primi giorni di gara saranno la quota e credo il peso dello zaino, vista la riserva
alimentare in completa autonomia. Cercherò di allenarmi sul Sasso Pordoi, a
mezzogiorno e con il cane in spalla.

Quale messaggio ti senti di lanciare a tutti coloro che attraverso il nostro portale
seguiranno la vostra avventura?
Noi cercheremo di portare a casa la pelle, anche stavolta, ma voi seguiteci, mi
raccomando, al nostro rientro faremo un party, vi mostreremo il documentario e
assieme doneremo fondi e speranza ai Rangers.

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