Dal nuovo Capitello una Via Crucis itinerante: domani l’evento che ha smosso un paese

E’ un’iniziativa corale, capace di coinvolgere un’intera comunità quella che domani sera, domenica 12 aprile dalle 20, illuminerà le vie del centro storico di Arsiero partendo dal sagrato della Chiesa Parrocchiale con un’inedita quanto speciale “Via Crucis vivente”.
Un vero e proprio teatro itinerante sulla passione di Cristo, ispirato dalla costruzione di un capitello votivo installato in Via Vigo e dedicato al tema della resurrezione. Un’idea nata dalla mente visionaria di un’artista locale, Antonella Comparin, che oltre un anno fa ha saputo tessere le fila di un progetto che sembrava sin troppo ambizioso ma che, pian piano, ha convinto privati ed associazioni ad unirsi collaborando assieme per la buona riuscita dell’evento. Mesi di prove, allestimenti, abiti di scena e tanto volontariato di quello che sa unire creando sinergia e magari nuove amicizie. E così domani sera, patrocinati dal Comune e guidati dalla Pro Loco del paese, figuranti, banda cittadina diretta dal maestro Bortolan, coro Sant’Ubaldo di Velo D’Astico diretto dalla maestra Bonetti oltre a musicanti, lettori e attori della zona, si ritroveranno per mettere in scena gli ultimi atti della vita terrena del Cristo rivisitata artisticamente e liberamente ispirata alla tragedia greca e all’opera lirica. Dieci le stazioni previste, contrassegnate da vetrate dipinte a mano e raffiguranti proprio il doloroso percorso della santa croce che si avvia verso il Golgota.

Prezioso il contributo anche della Protezione Civile per il monitoraggio delle strade dove, complice il bel tempo, è atteso un nutrito pubblico incuriosito dalla peculiare iniziativa. La religione che incontra l’arte, in tutte le sue forme. Una storia capace di andare oltre il proprio credo personale e di restituire momenti di intima riflessione. Il racconto di un passaggio. Dell’io che si fa noi, del gesto individuale che diventa cammino condiviso, della fatica che si trasforma in rinascita. E forse è proprio qui la sua forza: nella comunità che si ritrova, che si riconosce, che sceglie di lavorare insieme per dare forma a qualcosa che la supera. Una piccola resurrezione civile, prima ancora che spirituale. Un modo per ricordare che, quando un paese si mette in cammino unito, nessuna “croce” pesa davvero solo sulle spalle di uno.
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