Fondi di confine: 10,6 milioni per la Valle dell’Astico. Ricorso di Lastebasse?

Dieci milioni e seicentomila euro per ridisegnare il futuro della montagna vicentina, con una scelta netta dopo l’archiviazione – a meno di colpi di scena – del progetto “Sviluppo turistico Fiorentini” a vantaggio di interventi diffusi, concreti e subito realizzabili. È questa la direzione imboccata dall’Unione Montana Alto Astico nell’ambito dei fondi dei Comuni di confine, una partita che torna al centro del dibattito politico e territoriale.
Risorse nate per sostenere le aree di confine con le autonomie speciali – e quindi ridurre il divario economico e infrastrutturale con realtà più forti – ma che oggi si trasformano anche in un banco di prova per la capacità amministrativa dei territori. Anche perché il tempo è una variabile decisiva: gli interventi dovranno essere conclusi entro il 2030. Ed è proprio il fattore tempo, insieme alle valutazioni tecniche ed economiche, ad aver portato allo stop del progetto Fratte–Fiorentini. Una scelta tutt’altro che indolore, come ammette il sindaco di Laghi e presidente dell’Unione Montana Alto Astico, Marco Lorenzato, al netto di polemiche dalle quali vuole tenersi distante convinto che la vera unione – ancor prima che una struttura – debba essere quella d’intenti: “Si trattava di un progetto ambizioso, nel quale alcuni amministratori e cittadini avevano riposto aspettative e speranze per il futuro della nostra montagna. Per questo non posso nascondere il rammarico per il fatto che quel progetto non sia giunto a compimento”.

Da qui la decisione di cambiare rotta: “Anche i tempi previsti per la conclusione degli interventi, fissati al 2030, imponevano una riflessione attenta sulla concreta realizzabilità delle opere – sottolinea ancora Lorenzato – abbiamo scelto di non disperdere un’importante opportunità per il territorio, avviando un percorso condiviso di rimodulazione delle risorse disponibili”. Così il nuovo modello prende forma in un piano da 10,6 milioni di euro, con un criterio uniforme: a ciascun comune viene assegnato un contributo di 1milione 312mila e 500euro per un intervento specifico, mentre 100 mila euro sono destinati alla manutenzione della sede dell’Unione Montana.
Nel dettaglio, a Lastebasse le risorse serviranno al recupero dell’edificio di via Roma e dell’ex canonica, con una prospettiva legata all’accoglienza turistica e alla valorizzazione culturale. Ma è proprio qui che tutto potrebbe rischiare di incagliarsi. Il Comune, infatti, non ha accettato l’abbandono del progetto “Sviluppo turistico Fiorentini”, legato al recupero della pista delle Fratte e alla realizzazione di una cabinovia, considerato strategico dall’amministrazione del sindaco Emilio Leoni. Dopo la bocciatura, sarebbe pronto il ricorso al Tar: una mossa che potrebbe riaprire la partita e mettere in discussione l’equilibrio raggiunto tra i territori.
A Laghi, invece, l’intervento riguarda la messa in sicurezza della sede municipale oltre alla realizzazione di un incrocio tra la provinciale SP82 e via Peterlini con costruzione di un nuovo parcheggio, mentre a Pedemonte i fondi sosterranno “Acqua Viva”, progetto che intreccia sicurezza e valorizzazione ambientale della valle dell’Astico. A Tonezza del Cimone è prevista la riqualificazione del centro sportivo, ad Arsiero il miglioramento degli spazi pubblici, mentre a Valdastico si completerà l’impianto sportivo di località Cavallara con strutture dedicate anche all’arrampicata con uno sguardo internazionale più volte ribadito dall’amministrazione locale. A Velo d’Astico si interverrà invece sulla palestra comunale con lavori di adeguamento e messa in sicurezza sismica, mentre a Cogollo del Cengio è in programma la realizzazione di un nuovo edificio polifunzionale che ospiterà asilo nido e scuola materna, uno degli interventi più significativi sul piano sociale.
Il quadro si allarga poi al resto della montagna vicentina, dove i fondi di confine cofinanziano una rete di interventi che tocca diversi ambiti strategici. A Rotzo si lavora su infrastrutture legate all’approvvigionamento idrico e al sistema montano oltre al progetto del Parco Sabaus, mentre a Lusiana Conco i piani riguardano la gestione delle risorse idriche assieme all’elettrificazione delle malghe e degli edifici del comprensorio “Larici-Val Formica”. A Recoaro Terme si punta sul completamento della ciclabile Agno-Guà, mentre a Valli del Pasubio sono previsti interventi su strade, spazi pubblici e servizi sanitari. Più a ovest, Crespadoro sarà interessato da opere di valorizzazione naturalistica e dalla realizzazione di una struttura polifunzionale in località Durlo, mentre ad Asiago i finanziamenti saranno impiegati per interventi di manutenzione della viabilità urbana.
Nel loro insieme, scelte che segnano una linea chiara: meno concentrazione su grandi opere e più attenzione a interventi diffusi, pensati per produrre benefici immediati e tangibili. Una strategia che non cancella le divergenze – il caso Lastebasse ne è la prova – ma che, nelle intenzioni dell’Unione Montana, risponde alla necessità di trasformare le risorse in cantieri entro tempi certi. “Il compito di chi amministra – conclude Lorenzato – è assumersi delle responsabilità e fare tutto il possibile affinché le opportunità disponibili possano tradursi in risultati concreti per il territorio”. Ed ora la sfida è tutta lì: passare dai progetti ai lavori, senza perdere tempo. E senza perdere, soprattutto, l’occasione di dare un futuro più solido alla montagna vicentina.
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