Bentornato ibis! La quinta migrazione guidata completa il reinserimento in Europa

Foto Dino Pianezzola

Sono partiti in 31 ma purtroppo sono già in 29. Gli ibis eremita del progetto Waldrapp sono atterrati oggi a mezzogiorno, puntuali come un orologio, all’aeroporto di Thiene, dove si riposeranno un paio di giorni per poi ripartire. Destinazione finale: l’oasi Wwf di Orbetello, in Toscana, dove si congiungeranno agli altri ibis del progetto, sverneranno e diventeranno adulti. Nel loro primo viaggio sono guidati dalle loro mamme adottive, che li guidano grazie a due parapendii a motore: Corinna Esterer e Anne-Gabriela Schmalstieg.

La migrazione. La colonia di ibis eremita – una specie rarissima, al centro di un progetto europeo per evitarne l’estinzione, già avvenuta in Medio Oriente – per il secondo anno hanno solcato i cieli dell’Alto Vicentino grazie al viaggio migratorio che sta insegnando loro la rotta, perchè poi possano ripercorrerla in autonomia. Sono partiti dal lago di Costanza il giorno di Ferragosto. Il 19 agosto sono atterrati a Nauders, in Austria, poco lontano dal passo Resia. Da lì son partiti questa mattina intorno alle otto: hanno percorso 190 chilometri, volando per 3 ore e 45 minuti con una media di 50 chilometri orari, prima di atterrare all’aeroporto Arturo Ferrarin.

In una tappa precedente, a causa di un attacco da parte di una volpe alla voliera, due ibis – Caramba e Hope (tutti gli animali hanno un nome) – sono rimasti feriti, nonostante l’intervento veloce delle mamme adottive che hanno scacciato subito il predatore. Purtroppo uno dei due non ce l’ha fatta, mentre l’altro sta viaggiando al seguito dello stormo, sul furgoncino che segue la migrazione. L’uccello non potrà però, purtroppo, più volare.

Il progetto. Quella del 2018 è la quinta migrazione guidata dall’uomo dell’ibis eremita messa in atto grazie all’organizzazione Waldrapp (si puo’ seguire su Facebook alla pagina Bentornato Ibis). Si tratta di una specie migratrice che era presente nell’Europa centrale fino al XVII secolo, prima che si estinguesse del tutto a causa della pressione venatoria. Oggi è una delle specie maggiormente minacciate a livello mondiale. La sua reintroduzione avviene nell’ambito del progetto supportato dall’Unione Europea Life+, con partner in Austria, in Italia ed in Germania. L’obiettivo è stabilire entro il 2019 una colonia migratrice autonoma di almeno 120 esemplari, obiettivo che nel giro di qualche mese sarà raggiunto. Uno degli aspetti chiave del progetto riguarda poi l’attuazione di misure contro il bracconaggio all’ibis eremita, in particolare in Italia, dove sono avvenute negli ultimi anni il 60% di tutte le perdite (circa 50 esemplari). Gli animali nascono in due aree di riproduzione, a Burghausen, in Baviera (Germania), e a Kuchl nel Saliburghese (Austria). Dopo lo svezzamento, gli esemplari vengono preparati alla migrazione nel campo di addestramento a Hödingen/Überlingen, sul Lago di Costanza.

La tappa. Lo stormo ha volato via Merano (dove sono stati pericolosamente avvicinati anche da un’aquila), poi sono scesi verso Trento e infine hanno imboccato la Val d’Astico.”E’ stato un volo in condizioni quasi perfette – racconta Johannes Fritz, direttore del Waldtrapp Team e alla guida di uno dei due ultraleggeri – stiamo andando via molto veloci. Nella tappa precedente il tempo e le correnti termiche ascensionali ci hanno permesso per la prima volta di volare a 2600 metri d´altezza”. Alla guida dell’altro parapendio a motore, Walter Holzmüller, esperto pilota.

Ogni esemplare di ibis eremita è dotato di un trasmettitore Gps. Inizialmente veniva utilizzato un modello ad energia solare, che però ha riscontrato alcuni problemi. “Ora dei nuovi trasmettitori – aggiunge Fritz – che ci forniscono per ogni animale numerose informazioni, come la velocità di volo, la temperatura, la pressione e il battito cardiaco”. Nell’autunno del 2012,  grazie ai dati Gps, è stato possibile identificare un cacciatore italiano responsabile dell’uccisione di due ibis. Nel settembre di due anni fa destò molto scalpore anche l’uccisione di un ibis eremita nei pressi di Thiene.

Una taskforce a supporto della migrazione. C’è anche un gruppo di appassionati che accompagna il volo degli ibis eremita sui nostri cieli, formato da attivisti di alcune associazioni. “Insieme ai carabinieri forestali – spiega Dino Pianezzola della Lav di Bassano del Grappa – abbiamo il compito di accorrere in caso di emergenza per accertare le condizioni degli animali. Il timore più grande, ovviamente, è quello dei bracconieri”.

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