Breganze piange la scomparsa di Giulio Miotti, una vita fra le vigne e il servizio alla comunità

La comunità di Breganze piange la perdita di uno dei suoi cittadini più ben voluti: Giulio Miotti, morto a 84 anni il 3 gennaio presso l’Opera Immacolata Concezione a Thiene.
Profondamente alpino, Miotti è stato per la comunità breganzese una figura particolarmente significativa e presente in diverse attività. Classe 1941, in ogni stagione della sua vita è stato espressione ed esempio, infatti, di solidarietà e di impegno civico. Da ragazzo, orfano di padre, aiutò il fratello maggiore Firmino nel portare avanti l’azienda agricola di famiglia, oggi prestigiosa e conosciutissima cantina, dando al contempo modo al fratello più piccolo, Enzo, di completare gli studi superiori.
Nel 1963, a soli 22 anni, fu tra i primi alpini a raggiungere Longarone per prestare soccorso alle vittime della tragedia del Vajont, tanto che nel 2023, in occasione del sessantesimo anniversario, gli fu conferito un riconscimento sia a Longarone dal sindaco che a Bassano dal locale gruppo Ana Monte Grappa.
Da operaio alle macchine agricole Laverda, seppe distinguersi per versatilità e capacità come attrezzista: era in grado di sostituire al bisogno i colleghi, ma anche di dare una mano fattiva ad artigiani e contadini locali in caso di rotture impreviste dei loro mezzi agricoli. “Il tutto con una generosità e con uno stile, una naturale eleganza e un’armonia che gli hanno permesso per oltre cinquant’anni di essere anche un apprezzato mandolinista dell’Orchestra a Plettro di Breganze” raccontano il sindaco Alessandro Crivellaro insieme ai consiglieri comunali Umberto Simonato e Luca Brian.

Da pensionato, poi, Miotti non ha mai mancato di dare il suo contributo alle associazioni di volontariato del paese, alla parrocchia, e a organizzazioni come Grc e Breganze Solidale, in particolare come autista. Come alpino, inoltre, ha prestato per anni servizio come nonno vigile, aiutando l’uscita da scuola di generazioni di breganzesi. Appassionato di viaggi e montagna, era portabandiera del gruppo locale degli Alpini nei ritrovi della memoria della Grande Guerra e della Resistenza. “Amava le sue colline, la sua gente – aggiungono sindaco e consiglieri – ed era custode di storie familiari ricche di profonda umanità. Aveva un profondo amore per le vigna, che curava con particolare attenzione in modo da conferire le uve migliori alla Cantina sociale Beato Bartolomeo. Produceva vino per sé e per gli amici, in particolare il suo prezioso Torcolato dalla caratteristica etichetta con un gigantesco grappolo d’uva portato a spalle, di biblica memoria”.
La sua casa è stata un punto di incontro, aperto al mondo: fra i suoi ospiti anche il maestro Bepi De Marzi, Carlo Geminiani e lo scrittore Virgilio Scapin. “Era un uomo mite e capace – aggiungono Crivellaro, Simonato e Brian – sempre disponibile per la comunità e per questo benvoluto da tutti. Breganze con Giulio perde un suo campione di umanità e di solidarietà; di certo molti di noi, sia sul piano personale che associativo, gli sono debitori di un sincero grazie”. Giulio Miotti lascia la moglie Paola, i figli Franco e Gaetano e con i nipoti Alessandro e Adriano. Il funerale si terrà in Duomo a Breganze mercoledì 7 gennaio alle ore 15.

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