Dal domicilio al carcere: stretta del Gip sull’uomo accusato di violenza sessuale

Dagli arresti domiciliari alla custodia cautelare in carcere. Si è aggravata la posizione del cittadino egiziano di 28 anni arrestato nei giorni scorsi dalla Polizia Locale Nordest Vicentino con l’accusa di aver molestato sessualmente una donna e una ragazza di 15 anni nel centro di Thiene. Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vicenza nel corso dell’udienza di convalida che si è tenuta il 9 giugno.
L’episodio risale alla serata del 6 giugno e aveva suscitato forte preoccupazione in città. Secondo quanto ricostruito dagli agenti, una donna aveva contattato la centrale operativa del comando riferendo di essere stata avvicinata alle spalle da uno sconosciuto che l’aveva palpeggiata rivolgendole anche frasi e commenti volgari. Sconvolta per quanto accaduto, la vittima si era allontanata rapidamente raggiungendo la propria abitazione, dove aveva raccontato l’accaduto al marito prima di chiedere l’intervento delle forze dell’ordine.
Volgarità e palpeggiamenti su una donna e una ragazzina: arrestato richiedente asilo
Grazie alla dettagliata descrizione fornita dalla donna, le pattuglie della Polizia Locale erano state indirizzate immediatamente nella zona indicata. Dopo pochi minuti il sospettato era stato individuato mentre si dirigeva verso la stazione degli autobus.
Durante il controllo è emerso un secondo episodio. Una ragazza di 15 anni si è infatti avvicinata agli agenti raccontando di essere stata a sua volta vittima di molestie e palpeggiamenti nelle parti intime da parte dello stesso uomo. La giovane lo avrebbe riconosciuto senza esitazioni come autore del gesto.
Il ventottenne, identificato con le iniziali A.H.S., è stato quindi accompagnato negli uffici del comando per le procedure di identificazione e per la raccolta delle denunce. Le due vittime hanno formalizzato querela per i fatti denunciati.
Informata la Procura della Repubblica di Vicenza, la Polizia Locale aveva proceduto all’arresto disponendo inizialmente i domiciliari presso la comunità che lo ospitava nell’ambito di un percorso di accoglienza per richiedenti asilo. Una misura che aveva fatto seguito all’arresto in flagranza per l’ipotesi di violenza sessuale.
Il giorno successivo, inoltre, la Prefettura di Vicenza ha disposto la revoca dell’accoglienza. Successivamente il giudice, valutati gli atti raccolti e le circostanze emerse nel corso dell’indagine, ha deciso di sostituire i domiciliari con la più severa misura della custodia cautelare in carcere.
– – – – –
L’Eco Vicentino è su Whatsapp e Telegram.
Iscriviti ai nostri canali per rimanere aggiornato in tempo reale.
Per iscriverti al canale Whatsapp clicca qui.
Per iscriverti al canale Telegram clicca qui.