Coniugi morti: l’isolamento, le fratture nelle relazioni e un’autopsia per trovare risposte

Nessun segno di effrazione o colluttazione, i corpi in posti diversi della casa e in forte stato di decomposizione: è un quadro aggrovigliato quello che devono risolvere gli investigatori dei carabinieri dopo il ritrovamento, ieri pomeriggio, a Fara Vicentino dei cadaveri di Lanfranco Simonato e della moglie Gianna Cunico nella loro casa di via Stadio. 71 anni lui, 66 lei, i due da maggio vivevano da soli nella casa al civico 6. Fino ad allora, con loro viveva anche la figlia 44enne, che poi se ne è andata e non ha mantenuto i rapporti.
Lei è stata trovata riversa vicino all’ingresso, lui dentro nella vasca da bagno. Erano in parte senza vestiti. I corpi erano in forte stato di decomposizione, dato che la morte potrebbe risalire a una decina di giorni fa e con le temperature elevatissime di queste settimane i processi di putrefazione sono stati accelerati.
“I cadaveri sono in condizioni pessime”, confermano i militari dell’Arma, intervenuti dopo l’allerta lanciata dalla sorella di Gianna, che era andata a far loro visita, l’ultima volta, a fine luglio e che poi non era più riuscita a mettersi in contatto. Sul posto ieri pomeriggio erano arrivati i vigili del fuoco, che hanno forzato l’ingresso. Chi è intervenuto, a causa dell’odore nauseabondo, ha dovuto indossare le maschere per filtrare l’aria. Ai sanitari del Suem non è restato alcun soccorso da prestare: il medico legale ha accertato che sui corpi non ci sarebbe, a prima vista, alcun segno di violenza.
I carabinieri del nucleo investigativo di Vicenza – intervenuti insieme ai colleghi della scientifica, della stazione di Breganze e della compagnia di Thiene – sono abbastanza certi che non vi siano quindi elementi che possano indicare la responsabilità di terze persone. Al momento non è possibile alcuna ipotesi investigativa e le uniche speranze di poter far chiarezza su quanto accaduto sono nelle mani del medico legale che effettuerà le autopsie su incarico del magistrato di turno Elisabetta Favaretti, che ieri si è recata sul posto. Ma non è detto che sia possibile da un punto di vista scientifico venire a capo delle cause della morte della coppia. Una famiglia molto particolare, dalla vita molto ritirata, che a Fara non frequentava eventi e spazi pubblici.
Sul cestino vicino al cancello, c’è ancora il sacchetto con il pane mai ritirato. Lui ex bidello, vittima molti anni fa di un incidente stradale che gli aveva lasciato strascichi neurologici, lei casalinga. Da trent’anni inoltre Simonato non aveva rapporti con i fratelli che pure vivono a pochi metri, ma anche i vicini li vedevano all’esterno molto raramente. La figlia fino a maggio ha vissuto nell’abitazione come un fantasma, poi ha trovato la forza per cercare la sua vita lontano da Fara Vicentino. I rapporti a quel punto si erano incrinati e la donna ieri ha saputo della morte dei genitori dai social. Nei prossimi giorni verrà sentita dai carabinieri ma non è detto che sia in grado di fornire qualche informazione utile.
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