Il ritorno della fontana di “Bacco e Arianna” restaurata, fra arte e giochi d’acqua – FOTOGALLERY

Tanta pazienza e tanta burocrazia, ma alla fine la storia di Thiene torna a scorrere, limpida e rinnovata, nel cuore pulsante di Piazza Ferrarin. Dopo mesi di accurati lavori che hanno visto intrecciarsi l’arte del restauro conservativo con le più moderne tecnologie impiantistiche, la fontana di Bacco e la Temperanza – nota a tutti come la fontana di “Bacco e Arianna” – è stata ufficialmente restituita alla cittadinanza. Un intervento dal valore complessivo di circa 80mila euro che non solo ha riportato il gruppo scultoreo al suo candore originario, ma ha trasformato il monumento in un esempio di sostenibilità e innovazione urbana. Il momento è passato dal grigiore precedente a un bianco naturale che fa riverberare anche l’acqua, dove nuoteranno pesci rossi.
Un connubio tra passato e futuro
“La restituzione della fontana rappresenta un momento significativo per Thiene – ha dichiarato con orgoglio il Sindaco, Giampi Michelusi –. Abbiamo voluto preservare un simbolo identitario, garantendone però il futuro attraverso impianti moderni ed efficienti. È la prova concreta di come la cura del patrimonio storico possa procedere di pari passo con l’attenzione all’ambiente e alla sicurezza”. Un sentimento condiviso dall’assessore ai Lavori Pubblici, Nazzareno Zavagnin, che ha sottolineato l’urgenza dell’intervento: “Le statue, realizzate in delicata pietra di Vicenza, necessitavano di una pulizia profonda. Ne abbiamo approfittato per risolvere i problemi di perdite idriche e ammodernare l’illuminazione, mirando al risparmio nei consumi”. La fontana, infatti, segnava perdite per 200 litri di acqua al giorno.
Il restauro: dalle sculture alla vasca
L’intervento si è articolato in due fasi distinte. La prima, di carattere prettamente artistico, è stata curata dalle restauratrici di Athena sotto l’occhio vigile della Soprintendenza. Le professioniste della società specializzata hanno rimosso i depositi accumulati negli anni, eliminato la vegetazione infestante e applicato trattamenti biocidi e idrorepellenti per proteggere la pietra dalle intemperie.
La seconda fase, iniziata a dicembre 2025, ha riguardato il “motore” della fontana. La ditta Dalla Riva Antonio ha provveduto infatti all’impermeabilizzazione della vasca, mentre il personale comunale ha razionalizzato l’impianto idraulico. Grazie ai nuovi raccordi e a una pompa di ricircolo riposizionata, i giochi d’acqua sono ora interamente regolabili. La novità più scenografica riguarda però la luce: la ditta Watercube ha installato sei proiettori a Led a colorazione variabile, programmabili per creare atmosfere uniche nelle serate thienesi.
Un mini-ecosistema in piazza
Una scelta curiosa e green caratterizza la gestione dell’acqua: non verranno utilizzati prodotti antialga chimici. Questo permetterà di inserire nella vasca dei pesci rossi, creando un piccolo ecosistema acquatico dove l’ossigenazione sarà garantita dal movimento naturale dei giochi d’acqua e da una manutenzione costante. Fondamentale, per la riuscita tecnica dell’opera, è stato anche il supporto della ditta locale R. E R. Group, che ha fornito materiali di alto livello per sigillare il corpo scultoreo.
Oltre un secolo di storia
Inaugurato il 6 agosto 1911, il complesso fu donato dal conte Guardino Colleoni e scolpito dal vicentino Egisto Caldana. La sua nascita è legata indissolubilmente all’arrivo dell’acquedotto moderno a Thiene: una celebrazione del progresso che portò l’acqua dalle pendici del Summano fin nel centro cittadino. Sebbene popolarmente chiamata “di Bacco e Arianna”, l’opera raffigura in realtà una ninfa (la Temperanza) che versa acqua nel nappo di Bacco, un monito allegorico alla moderazione. Attraverso i decenni, la fontana ha subito varie trasformazioni, come negli anni ’50, quando la vasca fu scavata fino a 1,60 metri per permettere uno zampillo record di ben otto metri d’altezza. Oggi, con il restauro completato e il piazzale circostante risistemato dalle maestranze coordinate da Sergio Ceron, il monumento non è più solo un ricordo del passato, ma una testimonianza viva di una comunità che sa prendersi cura della propria bellezza.
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