Caso Silva, bocciatura dall’Ulss. Politica divisa, la Regione smorza la soddisfazione delle opposizioni

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Non ci sono bandierine da piantare, né sconfitte da recriminare secondo l’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini, che non ha voluto vedere la bocciatura del progetto Silva come una vittoria di chi ha cercato di tutelare la salute e si è limitata ad accogliere la sentenza come il semplice esito di una valutazione tecnica da parte di organi competenti.

Abbiamo prestato attenzione alle istanze dei cittadini e dei sindaci del territorio, oggi è importante ribadire che questi procedimenti non rappresentano né una vittoria né una sconfitta per qualcuno – ha sottolineato – Sono momenti di verifica tecnica in cui gli organismi preposti, sulla base delle normative vigenti e delle competenze specifiche, analizzano i progetti e ne valutano la compatibilità sotto i diversi profili, a partire da quelli sanitari e ambientali”.

Il caso dell’impianto di trattamento rifiuti proposto dalla società Silva a Montecchio Precalcino, che prevedeva la realizzazione di una piattaforma multifunzionale per il trattamento di sabbie di fonderia (per farne materia prima seconda) e di sterilizzazione dei rifiuti ospedalieri sopra la falda che porta acqua a migliaia di cittadini, aveva creato un gran trambusto, con la mobilitazione del Comitato Tuteliamo la Salute in prima fila per fermare il progetto e il Partito Democratico e Alleanza Verdi Sinistra che con interventi politici hanno acceso i riflettori sul caso .

A pesare sulla decisione della Conferenza dei Servizi, sulla decisione dei 13 enti chiamati ad esprimersi, la bocciatura dell’Ulss7 Pedemontana che ha dichiarato il progetto non compatibile con l’area.
Elisa Venturini, ha voluto riportare il dibattito su un binario di oggettività istituzionale, allontanando le ombre di una strumentalizzazione politica che ha caratterizzato le ultime settimane.

Secondo l’assessore, l’esito del procedimento non è il frutto di una prova di forza tra schieramenti, ma la naturale conclusione di un’analisi rigorosa condotta dagli enti competenti.
“L’esito è il risultato di una valutazione esclusivamente tecnica svolta dagli enti competenti, come avviene in tutte le procedure di questo tipo – ha spiegato Venturini – Questi procedimenti non rappresentano né una vittoria né una sconfitta per qualcuno. Le decisioni che emergono da queste procedure non sono il risultato di dinamiche politiche, né di interrogazioni o mozioni, ma di valutazioni tecniche effettuate dagli enti competenti nell’ambito delle norme e delle procedure previste”.

Soddisfatti Chiara Luisetto, Antonio Marco Dalla Pozza e Andrea Micalizzi, consiglieri regionali del PD. “Questo passo in avanti segue e rafforza quanto già stabilito all’unanimità dal Consiglio regionale del Veneto. Con quel voto abbiamo blindato la volontà trasversale di salvaguardia per le zone in cui sono collocati i pozzi a uso potabile – ha sottolineato Chiara Luisetto, prima firmataria della mozione recentemente approvata in Consiglio regionale del Veneto – La decisione tecnica della Conferenza conferma che le nostre preoccupazioni erano fondate: non si può autorizzare un impianto impattante in un’area così delicata per l’approvvigionamento idrico di migliaia di cittadini. In questo senso, è stato fondamentale il parere negativo espresso dall’Ulss 7 Pedemontana, che ha messo nero su bianco i rischi per la salute e l’ambiente, fornendo un contributo tecnico decisivo per fermare l’opera”.

Soddisfatti anche i consiglieri provinciali del gruppo Vicenza in Comune: “Il parere negativo della conferenza dei servizi al progetto Silva è una ottima notizia e significa che hanno prevalso il buonsenso, la tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Si tratta di un risultato in linea con le posizioni che come gruppo Consiliare Provinciale abbiamo sostenuto dall’inizio di questa vicenda, segnalando l’incompatibilità del progetto con la salvaguardia delle risorse e prerogative ambientali di quei territori, chiedendo in diverse occasioni al Presidente Nardin di esporsi facendo altrettanto. Il Presidente ha preferito evitare di esporsi, sostenendo che la questione riguardava unicamente procedure e passaggi tecnici – hanno concluso Marco Guzzonato, Mattia Pilan, Carlo Gecchelin, Enrico Storti, Roberto Campagnolo e Massimo Zulian – L’impegno e la costanza delle cittadine e dei cittadini, delle associazioni e degli enti locali coinvolti, invece, sono stati premiati e, soprattutto, si afferma un importante principio di attenzione e cura per il bene comune acqua, in un territorio che ha già pagato prezzi ambientali altissimi per inquinamenti e contaminazioni”.

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La conferenza dei servizi ha deciso: bocciato il progetto Silva a Montecchio Precalcino