Caso Silva e zone di salvaguardia. Guarda: “Rischio disastro ambientale senza precedenti”

Mentre l’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini annuncia una seconda istruttoria tecnica sulle zone di salvaguardia sul sito Silva a Montecchio Precalcino, convocata per il prossimo 26 febbraio, l’europarlamentare Cristina Guarda annuncia che il tema approderà presto al Parlamento Europeo e parla del “rischio di un disastro ambientale senza recedenti”.

Dopo aver incontrato giovedì il Comitato Tuteliamo la Salute, che da tempo si batte per contrastare il rischio di inquinamento dell’acqua della falda che fornisce vicentino e padovano, l’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini ha annunciato il prossimo appuntamento, che si è reso necessario.

Sul tema è intervenuta l’europarlamentare e vicepresidente della Commissione Petizioni Cristina Guarda, che senza esitazioni parla di “Rischio disastro ambientale di natura penale per la falda padovana”.

L’esponente politica ha spiegato: ““Sul sito Silva di Montecchio Precalcino stiamo rischiando un disastro ambientale senza precedenti – È in gioco il futuro della falda acquifera che garantisce l’approvvigionamento idrico dell’intera area padovana. Basta un errore minimo per compromettere l’acqua di migliaia di cittadine e cittadini e i sistemi di prevenzione tradizionali rischiano di rivelarsi del tutto insufficienti.

Sul sito Silva di Montecchio Precalcino stiamo rischiando un disastro ambientale senza precedenti. È in gioco il futuro della falda acquifera che garantisce l’approvvigionamento idrico dell’intera area padovana. I pareri negativi dell’Autorità sanitaria e di bacino parlano chiaro: autorizzare un impianto di recupero inerti e fanghi di lavaggio in una zona così delicata significa esporsi a una contaminazione ambientale di natura penale.
Politicamente si dovrebbe fare di tutto per evitare che un impianto simile sorga in un’area di ricarica della falda, specialmente in un territorio già profondamente ferito dalla contaminazione da Pfas. La Commissione Europea, in risposta a una mia interrogazione sull’uso di acceleranti cementizi e sedimenti contaminati, trasportati e stoccati in una discarica non impermeabilizzata proprio accanto al sito in questione, ha confermato le nostre preoccupazioni. È un segnale inequivocabile: non possiamo continuare a ignorare la fragilità del nostro sottosuolo proprio dove l’acqua è più esposta”, prosegue l’eurodeputata.
“Qualunque decisione venga presa dalle autorità competenti dovrà essere condivisa con la popolazione con estrema trasparenza, rispettando il diritto alla partecipazione dei cittadini che si stanno già mobilitando con una petizione sul tema che presto approderà al Parlamento europeo. Se si dovesse arrivare a un’autorizzazione, chi firma dovrà spiegare chiaramente, dati alla mano, cosa ha spinto a ignorare i rischi tecnici e sanitari. La protezione delle nostre risorse idriche non è negoziabile”, conclude l’eurodeputata.

Qualunque decisione venga presa dalle autorità competenti dovrà essere condivisa con la popolazione con estrema trasparenza, rispettando il diritto alla partecipazione dei cittadini che si stanno già mobilitando con una petizione sul tema che presto approderà al Parlamento europeo. Se si dovesse arrivare a un’autorizzazione, chi firma dovrà spiegare chiaramente, dati alla mano, cosa ha spinto a ignorare i rischi tecnici e sanitari. La protezione delle nostre risorse idriche non è negoziabile”.

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