Sindaci dell’Alto Vicentino contro Cristina Marigo: “Voto falsato sui servizi Ulss”

Quello che doveva essere una normale votazione in seno alla Conferenza dei Sindaci della Ulss 7 Pedemontana si è trasformato in un vero e proprio scontro politico e un attacco diretto alla presidente del Distretto 2 Alto Vicentino Cristina Marigo, colpevole, a detta dei suoi colleghi di territorio, di aver trasformato il voto dal 17,5 concesso dai primi cittadini alla sanità dell’Alto Vicentino in un 18,5. Una spaccatura netta tra schieramenti di centro destra e centro sinistra, con i primi in silenzio e gli altri a sottoscrivere il loro “non ci sto”.

Al centro della polemica un clamoroso cambio di rotta avvenuto a poche ore dal voto. Nel corso delle riunioni preparatorie del Distretto 2 (Alto Vicentino), la maggioranza dei sindaci aveva faticosamente trovato un accordo sul punteggio di 17,5 su 20. Un voto di compromesso, una mediazione che doveva servire a lanciare un segnale d’allarme ai vertici della Sanità locale e regionale, ma senza per questo bocciare del tutto l’azienda. La stessa Cristina Marigo, nella giornata di martedì 30 giugno, aveva confermato via chat che la linea dei sindaci era ufficialmente quella del 17,5.

Tuttavia, in sede di Conferenza l’accordo è svanito, trasformandosi curiosamente in un 18,5 che ricalca il voto dello scorso anno. Una retromarcia definita dai primi cittadini “imbarazzante”, che mette in discussione la coerenza e la trasparenza del percorso decisionale. “Riteniamo grave che le decisioni prese in riunioni ufficiali del Comitato del Distretto 2 non vengano rispettate dalla presidente Marigo – hanno evidenziato con rabbia 13 sindaci in una nota congiunta – La scelta di pervenire ad un voto di media rappresentava già una mediazione che Marigo avrebbe avuto il dovere di riportare in Conferenza. Come presidente ha il mandato di rappresentare tutti i sindaci e le sindache del territorio, ma così, evidentemente, non è”.

A firmare il comunicato i sindaci di Breganze, Caltrano, Calvene, Carrè, Chiuppano, Cogollo del Cengio, Lugo di Vicenza, Marano Vicentino, Piovene Rocchette, Santorso, Thiene, Valli del Pasubio e Zugliano. 02
I disservizi denunciati
Secondo i sindaci che avevano scelto il 17,5 come punteggio per la sanità locale, le cose che non vanno sono molte, nonostante gli sforzi della dirigenza della Ulss 7. In primis la sofferenza persistente e cronica della neuropsichiatria infantile, poi le criticità nell’integrazione scolastica e le numerose difficoltà riscontrate nella gestione degli alunni con disabilità. Lamentele anche sulla medicina territoriale, con troppe criticità nell’assistenza di prossimità. E poi le liste d’attesa, sempre troppo lunghe e infine i gravi ritardi nell’attivazione delle case di Comunità.

“Non c’è nessuna guerra all’azienda, ma le segnalazioni dei cittadini non vanno ignorate”, hanno sottolineato i 13 sindaci, che ci tengono a precisare che il voto contrario non è un attacco agli operatori sanitari e ai medici, di cui riconoscono il quotidiano e immane impegno, ma un atto di responsabilità politica verso le proprie comunità.
“Ciò che più ci preoccupa è che le segnalazioni provenienti dai cittadini e dalle amministrazioni locali siano state sostanzialmente ignorate all’interno di un organismo che dovrebbe essere la sintesi delle esigenze dell’intero Alto Vicentino – hanno concluso i sindaci – L’obiettivo è quello di riaprire un confronto leale e costruttivo, ma basato sulla realtà dei fatti e non su valutazioni di facciata”.

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