Lavori sulle sponde dell’Astico. Bottacin: “Servono a mitigare il rischio idrogeologico”

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Sono stati avviati nei giorni scorsi i lavori di realizzazione di due nuove difese spondali e di stabilizzazione dell’alveo del torrente Astico nel vicentino. “Gli interventi del valore complessivo di 150 mila euro – spiega l’assessore regionale alla difesa del suolo Gianpaolo Bottacin – garantiranno la protezione di due tratti spondali posti sulla sinistra orografica del torrente, attualmente in erosione”. In particolare, saranno realizzate due scogliere in massi ciclopici di cui una della lunghezza di 110 metri e 4 di altezza, l’altra di 17 metri di lunghezza e 3 di altezza.

La prima scogliera è già in corso di realizzazione in via Scalzeri a Pedemonte sulla sponda sinistra e sarà utile a mitigare il rischio idrogeologico anche a protezione dei sostegni della linea elettrica e dell’ex viabilità comunale ora adibita a percorso ciclopedonale. Essendo le attuali sponde in pura ghiaia, in caso di forti precipitazioni c’è, infatti, il rischio di un aggravarsi dei fenomeni di erosione graduale e prolungata del terreno che viene progressivamente sgretolato, con possibili cedimenti che potrebbero arrivare ad intaccare in futuro anche le fondazioni dei sostegni della linea elettrica e della pista ciclopedonale.

“Alla base del problema, dal punto di vista tecnico – precisa Bottacin – vi è la cospicua pendenza dell’alveo che determina una notevole velocità della corrente, con effetti erosivi, nonché la tendenza ad erodere il tratto di sponda nel lato opposto a quello verso cui la corrente si dirige”. In questo punto la corrente impatta direttamente contro la sponda sinistra, continuando ad eroderla a causa del materiale di cui è costituita. “Al fine di proteggere ulteriormente dalle erosioni il tratto di sponda – aggiunge l’assessore – verranno inoltre realizzati dei repellenti che hanno propriamente lo scopo di riportare al centro dell’alveo la corrente”.

La seconda scogliera sarà invece realizzata sempre a Pedemonte ma in località Casotto, sulla sponda sinistra: qui c’è una erosione di 17 metri. Sarà un intervento in continuità con quello realizzato dopo gli eventi calamitosi del 2010. “La realizzazione dell’opera avverrà in parte con nuovi massi ed in parte con la tecnica del rimaneggio, cioè riutilizzando i massi ciclopici che sono finiti in alveo quando la vecchia scogliera è stata danneggiata dalla furia della corrente”.

Durante l’intervento, a cura delle strutture regionali, è previsto anche il taglio selettivo di circa cinquanta alberature ad alto fusto, oltre alla rimozione della vegetazione arboreo-arbustiva caduta in alveo. In base al cronoprogramma la conclusione dei lavori è prevista entro l’inizio del nuovo anno.

“Questa tipologia di opere, definite scogliere a secco, già utilizzata in analoghi interventi lungo il torrente Astico – conclude Bottacin – consentirà, una volta ossidato il pietrame e sviluppata la vegetazione pioniera, un ottimo inserimento anche dal punto di vista ambientale-paesaggistico”.

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