Tribunale Pedemontana, lettera dei sindaci del Thienese a Nordio: “Serie criticità”

Dalle parole ai fatti: dopo aver ribadito pubblicamente la propria contrarietà all’istituzione del nuovo Tribunale della Pedemontana a Bassano del Grappa, dodici sindaci dell’Alto Vicentino hanno scritto una pesante lettera al ministro della Giustizia Carlo Nordio.

Lo ha fatto il sindaco di Thiene Gianantonio Michelusi a nome anche degli altri undici primi cittadini i cui Comuni dovrebbero passare sotto la giurisdizione pedemontana se il progetto andasse in porto. A Nordio  esprimono una “assoluta e totale contrarietà” ad un progetto che ritengono “sbagliato, anacronistico e dannoso” per il territorio. “Non intendiamo – spiegano – assistere in silenzio ad una scelta calata dall’alto che rischia di indebolire l’efficienza della giustizia, frammentare risorse già insufficienti e creare pesanti disagi ai cittadini, alle imprese e agli operatori del diritto”.

“La nostra posizione – aggiungono – è chiara e non lascia spazio ad ambiguità: respingiamo con forza qualsiasi ipotesi di inserimento dei nostri Comuni nel futuro Tribunale di Bassano del Grappa e ribadiamo la necessità di mantenere il territorio nella naturale e storica circoscrizione del Tribunale di Vicenza. Di fronte ad un iter che sta proseguendo ignorando le istanze dei territori e dei Sindaci, riteniamo doveroso alzare il livello dell’azione istituzionale e chiedere al Governo un immediato ripensamento. Non è una battaglia di campanile. È una battaglia di buon senso, di efficienza amministrativa e di tutela concreta dei cittadini dell’Alto Vicentino”.

L’area che dovrebbe diventare di competenza del Tribunale della Pedemontana

La lettera
Nella lettera, datata 19 maggio, l’amministrazione comunale sostiene che il progetto presenti “serie criticità” sotto il profilo dell’efficienza della giustizia sul territorio. Michelusi sottolinea come i collegamenti, i rapporti socio-economici e la consolidata attività di cittadini e operatori del diritto gravitino storicamente verso Vicenza, definita la “naturale collocazione” del territorio dell’Alto Vicentino.
Per Michelusi l’eventuale inserimento di Thiene, Breganze, Caltrano, Carrè, Chiuppano, Fara Vicentino, Lugo di Vicenza, Montecchio Precalcino, Sandrigo, Sarcedo, Zanè e Zugliano nel nascente circondario del Tribunale di Bassano provocherebbe “un grave e ingiustificato disagio” per cittadini, professionisti e imprese, oltre a un arretramento rispetto agli standard di efficienza garantiti dall’attuale organizzazione giudiziaria vicentina.

Alla lettera è stato allegato anche un testo condiviso con altri sindaci dell’Alto Vicentino: Breganze, Caltrano, Carrè, Chiuppano, Fara Vicentino, Lugo di Vicenza, Montecchio Precalcino, Sandrigo, Sarcedo, Zanè e Zugliano. I primi cittadini ricordano come già nel marzo 2025 una lettera firmata da 27 sindaci avesse evidenziato le criticità del progetto, senza però ottenere risposte dal Ministero. Nel documento i firmatari criticano anche il disegno di legge depositato nell’ottobre scorso, sostenendo che la riapertura del Tribunale di Bassano comporterebbe lo “smembramento” dei tribunali di Vicenza, Padova e Treviso, con il rischio di frammentare risorse e personale in una fase già complessa per gli organici della giustizia.

I sindaci richiamano inoltre la recente decisione del Csm di inserire il Tribunale di Vicenza tra le sedi disagiate per carenza di personale, sostenendo che la creazione di un nuovo tribunale aggraverebbe ulteriormente il problema. “La provincia di Vicenza non ha bisogno di due tribunali inefficienti che si rubano personale e risorse – scrivono – ma di un tribunale e di una Procura che funzionino adeguatamente”. Da qui la richiesta finale al ministro Nordio: fermare il progetto oppure, qualora l’iter dovesse proseguire, escludere i Comuni dell’Alto Vicentino dal nuovo circondario bassanese, mantenendoli sotto la competenza del Tribunale di Vicenza.

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