Comitati No Pedemontana e Beati Costruttori di Pace celebrano l’Epifania della terra

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La Superstrada Pedemontana Veneta andrà da Montecchio Maggiore a Spresiano

Una preghiera in difesa della terra e dell’acqua, è questo il senso dell’Epifania della Terra. Per il quinto anno consecutivo si rinnova l’appuntamento del 6 gennaio organizzato dal coordinamento contro la costruzione della Superstrada Pedemontana Veneta Covepa e i Beati Costruttori di Pace.

Sabato, quindi, alle 14 si terrà la messa “nel luogo dove la terra si è liquefatta travolgendo il torrente Poscola nel Tunnel della Pedemontana Veneta. Ci riuniremo con un’importante novità – annuncia il comitato Covepa –: uniremo le idee e i pensieri sulla violazione della nostra madre terra con i pensieri e le azioni in difesa di nostra sorella acqua. Per gli sconvolgimenti del nostro pianeta celebreremo una eucarestia e ci uniremo parlando di Spv, di Tav e di inquinamento da Pfas, senza dimenticare tutte le altre violenze all’ambiente del Veneto.

Il ritrovo si terrà in località Tezzon di Castelgomberto (via Pededemontana) e vedrà la partecipazione dei Beati Costruttori di Pace, e in particolare di don Albino Bizzotto che celebrerà la messa. Proprio il sacerdote, negli auguri di Natale che pubblichiamo qui di seguito, ha ricordato l’appuntamento. “Come presa di coscienza comune per operare concretamente assieme – ha scritto – celebreremo anche quest’anno l’Epifania della Terra in una zona avvelenata e violentata”.

Questa la riflessione inviata in occasione del Natale dai Beati Costruttori di Pace:

Natale: l’impossibile che si fa storia. Natale oggi è una grande vetrina piena di regali, di viaggi, colori, mercati, mercatini: un grande affare. Natale è anche la nostra vita con le sue mete, le sue scelte, le sue fatiche. Fa impressione la partenza di quella storia totalmente nuova: pochissime persone  credono e scommettono  sull’impossibile, con la sola accoglienza e solidarietà dell’asino e del bue, in quel momento più importanti degli umani assenti e distratti. Quest’anno i miei auguri più cordiali e profondi sono quelli dell’asino e del bue. Abbiamo sempre ritenuto che la storia si riduca alle vicende umane. Drammaticamente stiamo rischiando di distruggere la vita di tutti, perché non riconosciamo  e non rispettiamo le forme di vita di tutti gli esseri viventi. Madre Terra non è nostra proprietà; è la placenta di tutta la vita, anche della placenta delle nostre mamme. Non tolgo niente ai desideri profondi, agli impegni e agli “impossibili” di ciascuno, vorrei solamente che insieme condividessimo la priorità e l’urgenza di rispondere al grido di Madre Terra. Abbiamo bisogno tutti di credere e scommettere su questo “impossibile” che ci accomuna.

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