Barman freddato a Mira: aveva lavorato nel Vicentino il vigile urbano arrestato per l’omicidio

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Svolta nella notte sull’omicidio di Sergiu Tarna, il barman 25enne di origini moldave, residente nel veneziano e trovato morto il 31 dicembre in un terreno agricolo a Malcontenta di Mira (Venezia): indagato per l’omicidio è un vigile urbano in forza alla polizia locale di Venezia e che aveva lavorato in passato anche nel Vicentino.

Riccardo Salvagno, 40 anni, è accusato di aver freddato il giovane con un colpo alla tempia: una vera e propria esecuzione. Il 40enne, con un passato anche nella vigilanza privata, era stato in servizio a Vicenza e a Padova ed era arrivato nella città lagunare nel settembre del 2022. Nel 2024 si era condidato come consigliere comunale a Spinea in una lista della Democrazia Cristiana.

Stando a quanto emerso dalle indagini dei carabinieri, e confermato dal procuratore procuratore capo reggente Stefano Ancilotto, quella di Tarna è stata una vera e propria esecuzione: lo sparo alla tempia con una pistola sarebbe avvenuto a distanza ravvicinata, probabilmente con la pistola d’ordinanza di Salvagno, che al momento non è ancora stata trovata. Il movente potrebbe essere legato agli ambienti dello spaccio di droga di Mestre. I carabinieri stanno in ogni caso cercando dei complici. Salvagno è stato

Dopo il delitto, Salvagno sarebbe scappato a Tenerife (non presentandosi al lavoro) e poi a Madrid, dove avrebbe avuto qualche appoggio. Rintrato in aereo in Italia nella notte fra il 5 e il 6 gennaio, è stato prelevato dal padre in aeroporto a Venezia e accompagnato nei campi di Malcontenta. Qui sono scattate le ricerche dei carabinieri, che lo tenevano d’aocchio, supportati da droni e termocamere dei vigili del fuoco. Determinanti per le indagini sono stati i controlli su oltre 200 ore di filmati di videosorveglianza, che hanno permesso di individuare un’auto riconducibile all’indagato nei pressi del luogo del delitto. Per gli inquirenti la vittima, dopo essere uscita da un bar di Chirignago, sarebbe stata costretta a salire in auto sotto la minaccia di una pistola, portata nel campo e qui freddata con un colpo di pistola da distanza ravvicinata. Salvagno si trova ora nel carcere di Santa Maria Maggiore a Venezia in custodia cautelare, in quanto a rischio di reiterazione di condotte violente.

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