E’ morto Umberto Bossi. Stefani: “Leader visionario”

E’ morto Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord. Aveva 84 anni e si è spento a Varese. Era ancora Deputato in carica, nonostante non frequentasse Montecitorio da molti anni.
Il presidente del Veneto Alberto Stefani ricorda così Umberto Bossi, scomparso oggi: “Con profondo dolore ho appreso della scomparsa di Umberto Bossi, fondatore e anima della Lega, uomo che ha saputo interpretare come pochi l’identità e le aspirazioni dei nostri territori. Bossi è stato un visionario: ha creduto con forza, quando pochi lo facevano, in un’Italia fondata sull’autonomia, sul federalismo, sull’identità e sul rispetto delle comunità locali. Se la politica ha dovuto affrontare una ‘questione settentrionale’, in buona parte è stato merito della voce roca di Umberto che ne è stato il megafono. Se oggi in Italia c’è una coscienza federalista diffusa, a cominciare da quella che si identifica nell’autonomia differenziata, è merito dell’impegno di chi come Bossi ha visto più lontano di altri”.
“Umberto era un guerriero di razza, un sognatore che come nessun altro già negli anni ’80 ha imposto i temi del Nord. A questo Nord ha dato finalmente voce e ha costruito, con Bobo Maroni e pochi coraggiosi, un Movimento capace di trasformare quelle istanze in battaglie politiche concrete, cambiando per sempre il dibattito istituzionale del nostro Paese. Ci eravamo sentiti a Natale, per gli auguri e uno scambio di regali. Il suo ultimo gesto di generosità nei miei confronti, insieme ad un incoraggiamento, è stato il dono di un quadro”. “Ricordo come se fosse ieri – aggiunge il Presidente della Regione Veneto – il nostro primo incontro: era accaduto al primo comizio a cui partecipavo da ragazzo. La sua determinazione, il suo coraggio e la sua capacità di parlare direttamente alla gente erano e restano un esempio per tutti noi che oggi amministriamo seguendo quelle idee che, come diceva sempre, camminano sulle gambe degli uomini. Di certo ha sempre impiegato ogni sua forza per interpretare la volontà degli elettori in cui vedeva quel popolo a cui sentiva visceralmente di appartenere”.
“La scomparsa di Umberto Bossi – commenta Roberto Ciambetti, ex presidente del Consiglio Regionale e già segretario provinciale della Lega – rappresenta un momento di grande commozione per tutta la comunità della Lega e, più in generale, per la politica italiana. Da militante della Lega fin dal 1993, e successivamente da segretario provinciale, ho avuto più volte l’opportunità di confrontarmi direttamente con lui. In quegli anni ho potuto apprendere molto non solo sul piano politico, ma anche umano. Bossi è stato un protagonista assoluto di una stagione politica che ha cambiato profondamente il rapporto tra territori e istituzioni, portando al centro del dibattito temi come l’autonomia, il federalismo e la valorizzazione delle identità locali. Ma ciò che più lo contraddistingueva – spiega Ciambetti – era la sua capacità, rara, di parlare ai militanti, di motivarli e di galvanizzarli. Sapeva trasmettere entusiasmo, senso di appartenenza e determinazione, costruendo un legame diretto e autentico con la base. Al di là delle diverse fasi politiche, resta la figura di un leader che ha saputo interpretare e dare voce a una parte importante del Paese”.
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