Fondi sanitari integrativi e nuove competenze: Stefani a Roma per l’autonomia

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Fondi sanitari integrativi. Il fulcro dell’autonomia del Veneto in ambito sanitario per il momento è questo.
300 milioni di euro da destinare ai cittadini e migliorare l’accesso ai finanziamenti per l’ammodernamento del patrimonio edilizio e tecnologico sanitario.

Il Presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, ha partecipato questo pomeriggio al Consiglio dei ministri in rappresentanza del Veneto per l’approvazione dell’intesa sull’autonomia, sottolineando l’importanza strategica dei temi affrontati per il futuro del territorio e dei cittadini.

Il Presidente ha evidenziato la centralità della materia LEA “Tutela della salute”, in coordinamento con la finanza pubblica. “L’integrazione dei fondi sanitari integrativi nella spesa sanitaria – ha sottolineato – consentirà di superare le attuali rigidità e, per una regione come il Veneto, potrà tradursi in circa 300 milioni di euro aggiuntivi destinati ai cittadini. Le nuove risorse potranno inoltre migliorare l’accesso ai finanziamenti per l’ammodernamento del patrimonio edilizio e tecnologico sanitario”.

Per quanto riguarda il tema della Protezione civile, Stefani ha evidenziato come le nuove disposizioni prevedono la possibilità per i Presidenti di Regione di emanare ordinanze in deroga e di assumere il ruolo di commissari in caso di emergenze e calamità di carattere nazionale, rafforzando la capacità di risposta tempestiva sui territori.

Sul fronte della previdenza complementare integrativa, il Presidente ha definito la misura ‘fondamentale per il futuro’, evidenziando come “la Regione potrà diventare parte negoziale per la previdenza integrativa dei propri dipendenti, compresi quelli del servizio sanitario regionale. Un passaggio cruciale per valorizzare il personale sanitario e rafforzare l’attrattività del sistema regionale”.

Importanti novità riguardano anche il sistema delle professioni. Le Regioni potranno aggiornare i propri elenchi professionali e riconoscere qualifiche innovative. “In Veneto – ha ricordato il Presidente – circa 20 mila operatori economici non sono attualmente inquadrati in categorie adeguate: l’aggiornamento degli elenchi rappresenta quindi un’opportunità concreta per sostenere lo sviluppo economico e l’innovazione”.

“Si tratta di iniziative che vanno nella direzione della responsabilità – ha concluso il Presidente – che significa rispondere ai propri territori. Questa è la più grande forma di politica che possiamo adottare”.

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