Valdastico Nord, Trento cede pur di farla: il consiglio provinciale vota per l’uscita a sud

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17 voti favorevoli e 14 contrari. Un margine stretto, ma sufficiente a sancire una svolta politica: il Trentino, dopo anni di resistenze, accetta l’uscita a sud della Valdastico Nord e si riallinea al Veneto. Un’accelerazione che segna una svolta storica: dopo anni di resistenze, ripensamenti, tracciati alternativi e scontri istituzionali, la Provincia di Trento ha di fatto ceduto: pur di completare l’A31, accetta l’uscita a Trento sud, la stessa soluzione che per lungo tempo aveva considerato residuale, se non apertamente indesiderata.

La pronuncia arrivata ieri, ha rimesso in moto un iter che sembrava definitivamente arenato. Ora manca solo la formalizzazione dell’intesa con Venezia, passaggio che appare quasi scontato alla luce delle posizioni del nuovo presidente veneto Alberto Stefani, da sempre favorevole al completamento dell’opera. E una volta chiuso il capitolo regionale, il dossier passerà al Ministero delle Infrastrutture, dove la guida politica di Matteo Salvini lascia pochi dubbi sull’esito finale. Il pomeriggio nell’aula trentina si è acceso con la mozione presentata da Stefania Segnana e firmata da Roberto Paccher, entrambi della Lega. Un testo che sostiene apertamente il completamento del tratto trentino della Valdastico e individua nell’uscita a Trento Sud la soluzione “più idonea”, dopo che l’ipotesi Rovereto Sud è stata bloccata dall’ostruzionismo delle minoranze, con quasi duemila ordini del giorno depositati.

La mozione ha ripercorso l’intero iter amministrativo, ricordando le ipotesi di tracciato discusse negli anni e ha chiesto al parlamentino di procedere senza ulteriori indugi. Un atto politico che certifica un cambio di rotta: la Provincia non punta più a riaprire il dossier Rovereto, ma accetta l’unica via rimasta percorribile. Il dibattito è stato lungo, teso, a tratti amaro. Le opposizioni hanno contestato metodo, merito e tempistiche: c’è chi ha denunciato l’assenza di dati aggiornati, chi ha ricordato le criticità ambientali e idrogeologiche, chi ha parlato di un’opera inutile per la Valsugana e funzionale solo al Veneto. Una linea comune, pur nelle sfumature: la Valdastico non risolve il problema del traffico e rischia di crearne altri, soprattutto sull’asse Trento–Mattarello–Besenello.
Ma la maggioranza non ha arretrato di un millimetro.

A difesa della mozione, Roberto Paccher ha portato numeri e accuse. Ha parlato di una riduzione del traffico in Valsugana “di almeno il 13%”, ha definito “ideologiche” le critiche delle minoranze e ha ricordato che la ferrovia non può essere la soluzione: “Per spostare su rotaia il traffico su gomma servirebbero 400 treni al giorno”. Per Paccher, l’uscita a Trento Sud è la conseguenza inevitabile del blocco di Rovereto: “Affossata una soluzione, bisogna trovarne un’altra”. Anche il presidente Maurizio Fugatti ha rivendicato un approccio pragmatico, respingendo ogni accusa di ideologia. Ha ricordato che la preferenza iniziale era per Rovereto Sud, ma che l’impossibilità di procedere su quel tracciato ha imposto di individuare un’alternativa sull’asta dell’Adige: “Se riusciamo a fare ciò che vogliamo fare, la facciamo. Se non possiamo farla lì dove vogliamo, la facciamo dove ci piace meno, ma la facciamo”, ha dichiarato, sintetizzando la filosofia che guida la Giunta. Fugatti ha poi annunciato che l’intesa con il Veneto verrà formalizzata nelle prossime settimane, ricordando che il progetto si inserisce in un percorso avviato da anni, fondato su atti ufficiali come la delibera CIPE 55/2015 e il documento del Comitato paritetico del 2016. Ha ribadito che la decisione finale spetta al Ministero e che l’opera non comporterà costi per la Provincia.

Il Trentino ha scelto. O, come sostengono le opposizioni, ha smesso di scegliere e ha semplicemente ceduto. La Valdastico Nord, discussa da oltre sessant’anni, sembra ora più vicina che mai. E per la prima volta, la sensazione diffusa è che il finale sia già scritto: l’intesa con Venezia, il passaggio al Ministero, il via libera definitivo.

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