Zaia: “Anche il Veneto ad alto rischio zona gialla”. Salgono contagi, ricoveri e decessi (10) in regione

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Nella conferenza stampa convocata “d’urgenza” nella tarda serata di ieri il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha illustrato il peggioramento generale della situazione sanitaria, lasciando intendere che “se continuerà così, in Veneto e in tutta Italia si andrà in regime di colore giallo nelle prossime settimane”. Nel corso dell’incontro con i media annunciato anche l’accesso libero per chi vuole sottoporsi alla prima dose di siero, Pfizer o Moderna, senza quindi necessità alcuna di prenotazione.

Sempre sopra quota duemila i nuovi positivi al coronavirus (+2.362), tornano purtroppo in “doppia cifra” come non accadeva da mesi i decessi (10) correlati alla malattia da Covid-19, e incrementano i ricoveri nelle aree non critiche e in terapia intensiva negli ospedali veneti. Nessuna traccia di variante Omicron, finora, in Veneto.

L’incidenza dei nuovi contagi è dell’1,70% sui 138.491 tamponi – un anno fa, alla stessa data, i tamponi effettuati erano 52 mila -, definita dal Governatore stesso nel corso della seduta stampa come “ancora contenuta, grazie al lavoro poderoso del contact tracing”. Gli attuali positivi sono 30.849 tra i cittadini del Veneto, quattro volte tanto rispetto a 45 giorni fa, tutti in quarantena o in cura negli ospedali. I ricoverati totali sono 658, in tutto 47 in più rispetto alle 24 ore precedenti, di questi 553 in area non critica, 105 in rianimazione. “Un anno fa erano 3.200 i primi – sottolinea Zaia -, mentre erano 300 in terapia intensiva, sono numero da considerare, il segnale peggiore invece dal bollettino odierno viene dal numero di assistiti in terapia intensiva non Covid, che sono 318, vicino alla soglia dei 350. Questo significa che l’attività ospedaliera comincia a risentire anche se in maniera leggera dei pazienti dal Covid”.

“C’è una resilienza della sanità veneta che voglio sottolineare e ne approfitto ringraziare il nostro plotone sanitario che da 21 mesi è al lavoro in una congiuntura fortemente impegnativa, sia per i tamponi a 138 mila giornalieri che i vaccini che un anno fa ancora non c’erano. Il contingente di eleggibili per il richiamo è di più di 2 milioni di cittadini potenzialmente da vaccinare entro fine fine dell’anno in corso, cosa pressoché impossibile, è una grande sfida”. Nelle ultime 24 ore sono stati 31.853 i vaccinati, delle quali 2.150 prime dosi. Si avvicinano al mezzo milione, quindi (477 mila) le terze dosi di vaccinazioni somministrate fin qui”.

Tra i dati offerti oggi dal presidente viene sottolineata la minore età media riscontrata nei pazienti ricoverati non vaccinati (fascia tra i 40 e 60 anni) mentre tra i vaccinati si alza riguardando gli anziani con commorbidità di altre patologie. Sugli scontri ideologici sul tema dei vaccini chiara la presa di posizione di Zaia: “Ci sono questi dati che dimostrano ancora l’efficacia del vaccino, basti come esempio la tenuta delle case di riposo rispetto al passato. La media regionale è di 85,8%, sopra gli 80 anni siamo al 99,9% e con il dialogo e un approccio migliore si potrebbero recuperare almeno quattro punti percentuali. Ma la peggior disgrazia è andare allo scontro, serve un percorso di pacificazione sociale, non vogliamo una comunità spaccata a metà a fine pandemia”.

“Noto un po’ di lassismo da parte nostra, di noi cittadini. Vedo ancora troppe aggregazioni, feste e inaugurazioni con gente che non si protegge con la mascherina, sia all’aperto che al chiuso quando c’è la folla. Non possiamo portare di nuovo al collasso gli ospedali, faccio l’ennesimo appello all’utilizzo protezioni personali. Chi dice ‘non preoccuparti tanto sono vaccinato”: nulla di più sbagliato, si può essere vettori di malattia e subirne gli effetti comunque, anche se attenuati. Concludo dicendo che siamo ad alto rischio di zona gialla, perchè un parametro su tre è già a “posto” e nelle prossime settimane potremmo superare le altre soglie prefissate”.