Una “pizza sospesa” per chi è povero. Caritas fa decollare l’iniziativa nel Vicentino

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Alla pizzeria La Tramontana di Altavilla è possibile lasciare una "pizza sospesa" (foto archivio)

Una pizza da mangiare subito e una da lasciare “sospesa”, per un senzatetto o un povero che verrà al ristorante in un prossimo futuro. Riscuotono successo le “pizze sospese”, iniziativa fatta partire dalla Caritas diocesana con un paio di locali della provincia che strizza l’occhio ai “caffè sospesi” di casa a Napoli.

Nella città partenopea, dove come è noto anche il semplice espresso al bar è una vera (e gustosa) istituzione, non è raro trovare esercizi che consentono di lasciare un caffè in regalo a un avventore successivo, più povero e che non potrà permetterselo. Una bella tradizione che da tre anni l’opera diocesana vicentina ha trasferito anche qui, in una forma più “sostanziosa”: sostituendo al caffè le pizze. A lungo l’offerta delle pizze sospese è stata inserita nel menù di una pizzeria di Sandrigo, La Colombara; da qualche settimana i volontari Caritas la portano avanti con la collaborazione di una pizzeria di Altavilla, La Tramontana. “E’ un’iniziativa nata tre anni fa grazie a un volontario della nostra unità di strada, Giuseppe Marcon” spiega Cristina Salviati. L’operatrice Caritas guida il gruppo di volontari «Condivisione di strada» e partecipa ad un’unità di strada che una sera a settimana gira per le strade di Vicenza: cercano senzatetto ed emarginati che hanno bisogno di aiuto.

Uno dei progetti della Caritas per il reinserimento dei clochard in società si concretizza in azioni che hanno anche una valenza culturale: “Portiamo i senzatetto al cinema, a teatro, alle mostre. Oppure, appunto, in piccoli gruppi e assieme ad altrettanti volontari a mangiare una pizza insieme. Si creano occasioni di convivialità” spiega Salviati. Questi momenti permettono di superare barriere, psicologiche, che a volte sono dei veri e propri ostacoli per la persona emarginata, che impediscono il rientro in società anche dopo un lungo e positivo percorso. “L’inclusione può passare anche per una buona pizza condivisa” spiegano dall’opera diocesana, che ha dato comunicazione del progetto anche tramite la propria pagina Facebook.

Con Salviati e Marcon, che in passato operava nella pizzeria di Sandrigo, il progetto tre anni fa ha preso forma a La Colombara con l’inserimento delle pizze per i poveri nel menù. Le offerte dei clienti hanno permesso ai volontari Caritas di portar fuori molte volte gruppetti di senzatetto in “amicizia”, in modo diverso rispetto al semplice contatto che c’è nelle strutture di accoglienza. In alcuni casi, ricordano i volontari Caritas, proprio in questi momenti di convivialità persone che erano vicine a superare la fase di emarginazione, ma non riuscivano a “sbloccarsi”, sono riuscite chiacchierando a parlare delle proprie idee e progetti, poi partiti concretamente grazie all’aiuto della Caritas. Da qualche settimana, con un cambio di gestione a Sandrigo, i volontari diocesani hanno proposto di portare avanti il progetto delle pizze sospese alla pizzeria di Altavilla, La Tramontana, gestita dal ristoratore Emanuele Stefani. Così, chiunque entra in pizzeria trova di fronte alla cassa un cartello che invita al dono: “Qui puoi lasciare una pizza sospesa è scritto – Una volta al mese il gruppo di volontari condivide una serata in compagnia con alcuni ospiti dei dormitori Caritas. La tua pizza sospesa offrirà loro un momento di amicizia e quotidianità”. E finora è stato un successo. Per informazioni e per partecipare al servizio è possibile contattare la segreteria della Caritas diocesana vicentina allo 0444.304986.

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