Ultrabericus Winter, quasi in mille tra i colori dell’autunno. Quattro vincitori, due “in rosa”

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Una bella immagine di due partecipanti all'Ultrabericus di ieri (foto Nadia Pietrobelli)

Freddo, fango e fatica. Tre “effe” che non hanno intimorito i 900 cross runners che si sono lanciati sui due percorsi allestiti per l’edizione 2018 dell’Ultrabericus Winter tra qualche gelone in partenza e scivolone sul tracciato umido immerso nella natura multicolore dei Colli Berici. Si è corso sui 34 e 17 chilometri – corsa integrale e “speed” – con nastri di partenza in piazza Rumor a Torri di Arcugnano e giro panoramico gambe in spalla intorno al Lago di Fimon. Miori e Lunardi trionfano nelle due distanze al maschile, Dal Bosco e e Frizzo tra le donne. Per i mattatori delle rispettive corse lunghe si tratta di un bis dopo i successi del 2017.

34 a fondo. Per la prova massacrante di 34 chilometri, con 1.400 metri di dislivello positivo, i più veloci hanno completato il tracciato in poco più di due ore e mezza. Al primato del trentino Luca Miori (Gs Fraveggio) in 2h 35′ 37” seguono sul podio Nicola Giovannelli (+1’56”, Team La Sportiva) e Francesco Lorenzi (+2’49”, atleta del Vicenza Marathon). Via via altri atleti di spessore, dopo aver circumnavigato i Colli Berici tra i colori verdi dell’erba e quelli marroni, giallo e rossi e tante sfumature di terra, alberi e foglie che hanno fatto da suggestivo  contorno all’evento sportivo.

Tra le ladies stesso percorso e la faticata dura più di tre ore per la veterana Francesca Dal Bosco che, forte del “cognome-omen”, si fa largo tra le fronde spoglie di boschi e colline e trionfa in 3h 07′ 52”, staccando Alessandra Boifava dell’Ultrabericus Team (+1’38”) e Anna Conti più indietro (+4’33”, Atletica Paratico).

17 mezzofondo. Nelle corse sulla distanza dimezzata tempo di percorrenza minore, ovviamente, ma sforzo profuso in proporizione di tutto rispetto. Il dislivello positivo qui si attesta sui 600 metri, “domati” per primo da Mirco Lunardi, vicentino doc di Castelgomberto, seguito Cristian Simioni e Simone Barzon tutti racchiusi in poco più di un minuto (1h 25′ 20” per il vincitore, +18” e +1’24” per gli altri medagliati). Tra le le donne, completa l’en plein Irene Frizzo che sigla la tripletta personale dopo una gara senza rivali per il primo posto: per la mezzofondista del Faizanè Runners Team tempo di 1h 43′ 52” davanti alla maladense Alessia Terzo (+4’07”) e alla padovana Eleonora Baldo (+8’18”).

Altri e alti numeri. Lista iscritti da 975 nomi, partenti effettivi 971, di cui 892 giunti al traguardo finale (i cosiddetti “finisher”, circa il 90% nonostante i rigori del freddo e il terreno a tratti ghiacciato). Un successo non solo in termini di partecipanti, ai quali vanno aggiunti i quasi 300 volontari dislocati sul percorso, oltre a famiglie e spettatori che si sono goduti paesaggio e la variopinta carovana di atleti.

Per i fedelissimi dell’Ultrabericus appuntamento agli albori di primavera, stavolta in città, per l’edizione Trail in programma il 16 marzo 2019. Intanto prosegue il calendario autunnale/invernale continuerà la sua marcia. Anzi, la sua corsa.

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