Dichiarato lo stato di agitazione dei dipendenti al pronto soccorso dell’ospedale San Bortolo

La sofferenza dei Pronto Soccorso non è più un tema astratto né confinato al dibattito nazionale. Anche nella provincia di Vicenza, e in particolare nell’Ulss 8 Berica, la situazione ha assunto ormai caratteri di forte criticità, tali da mettere a rischio la tenuta del sistema dell’emergenza-urgenza e la qualità dell’assistenza ai cittadini.
E’ con queste motivazioni che il settore Funzione Pubblica della Cgil vicentina ha preso oggi (10 febbraio) la drastica decisione di proclamare lo stato di agitazione del personale sanitario operante in tutte le Unità Operative di Pronto Soccorso dell’Ulss 8 Berica. Il sindacato ha chiesto, contestualmente, l’attivazione della cosiddetta procedura di raffreddamento prevista dalla Legge 146 del 1990, ossia di un tentativo obbligatorio di conciliazione da mettere in atto prima della proclamazione di uno sciopero nei servizi pubblici essenziali.
Alla base della decisione dei rappresentanti dei lavoratori Ulss c’è una “profonda preoccupazione per la gestione dell’attività di pronto soccorso e del servizio di emergenza territoriale 118, sempre più affidata a personale medico proveniente da cooperative esterne, chiamato a coprire turni complessi e a operare anche in contesti di emergenza, senza adeguati percorsi di inserimento e affiancamento”.
“Da oltre un anno – aggiunge la nota Cgil – le criticità sono state segnalate all’azienda: turni gravosi, carichi di lavoro non sostenibili, aumento dello stress lavorativo, peggioramento del clima interno e un progressivo incremento del rischio clinico. A ciò si aggiungono episodi di aggressione ai danni del personale sanitario, che testimoniano un contesto sempre più difficile e deteriorato”.

Parallelamente, ritiene la Fp-Cgil, si registra la fuga di medici strutturati dai Pronto Soccorso, professionisti con competenze fondamentali nell’area dell’urgenza-emergenza, logorati da ritmi di lavoro incompatibili con una normale vita professionale e personale. Il risultato è un turn-over elevatissimo e la perdita di un patrimonio di esperienza che sarà difficile recuperare. A reggere il sistema sono sempre più spesso gli infermieri e le altre professioni sanitarie, chiamati a supportare medici esterni talvolta non pienamente integrati nei protocolli, nei software e nella complessa organizzazione del servizio, con un conseguente aumento di responsabilità e pressione professionale.
Il confronto con l’azienda sanitaria va avanti da dodici mesi ma per il sindacato non sono state fornite risposte strutturali e risolutive. Al contrario, il sindacato ritiene che la situazione sia in peggioramento, anche alla luce dei dati demografici che indicano, nei prossimi anni, un aumento dei bisogni di salute e quindi una maggiore pressione sui servizi di emergenza.
“La richiesta dei lavoratori – dichiara Lara Donati, segretaria della Funzione Pubblica della Cgil di Vicenza con delega alla sanità – è chiara ed essenziale: rispetto, riconoscimento, rispetto delle professionalità, supporto e investimenti reali nei Pronto Soccorso, attraverso il potenziamento degli organici, la tutela della sicurezza, la riduzione dei carichi di lavoro e l’adozione di politiche capaci di rendere nuovamente attrattivo lavorare nell’emergenza-urgenza Il Pronto Soccorso rappresenta il primo punto di accesso al sistema sanitario ed è un presidio fondamentale per il diritto alla salute della collettività. Continuare a ignorarne la sofferenza significa mettere a rischio non solo i professionisti che vi operano, ma l’intero sistema sanitario pubblico”.
Sull’argomento interviene anche il segretario generale della Cgil di Vicenza Giancarlo Puggioni: “Siamo estremamente preoccupati rispetto alla tenuta pubblica e alla qualità e sicurezza del servizio, le persone hanno bisogno di una sanità pubblica, efficiente e di qualità. In questo contesto di difficoltà, come denunciato dalla Fp Cgil, c’è bisogno di azioni concrete per garantire un organico con le competenze fondamentali nell’ambito dell’urgenza–emergenza e per assicurare al personale ritmi di lavoro sostenibili e una maggiore valorizzazione professionale”.
In assenza di risposte adeguate, Fp Cgil e Cgil Vicenza annunciano il coinvolgimento dei sindaci del territorio e dei cittadini, riservandosi ulteriori iniziative di sensibilizzazione sulla grave e persistente carenza di personale nei servizi di emergenza.
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