Fondazione Cariverona, 2025 da record: sostenuti 257 progetti per oltre 30 milioni di euro

30,1 milioni di euro deliberati nel 2025 a sostegno di ben 257 progetti nelle province di Verona, Vicenza, Belluno, Mantova e Ancona, con un 13% in più rispetto all’anno precedente. Sono i numeri di bilancio della Fondazione Cariverona, l’ente privato senza scopo di lucro nato nei primi anni ’90 dalla separazione tra l’attività creditizia e quella filantropica delle ex Casse di Risparmio. Il suo scopo è perseguire utilità sociale e promuovere lo sviluppo economico locale. In poche parole, è l’ente privato no profit pilastro dello sviluppo per il Nord-Est.
Con un attivo di quasi 3 miliardi di euro, l’ex fondazione bancaria reinveste infatti i proventi patrimoniali in progetti di pubblica utilità. La strategia non è di mera erogazione, ma di partnership su tre assi: ambiente, capitale umano e innovazione sociale. Nel 2025, la solidità finanziaria ha permesso di contribuire a rendere i territori più attrattivi per i giovani. Il nuovo piano 2026-2028 mette invece al centro la “rigenerazione”, trasformando la forza economica in opportunità di crescita collettiva. Un presidio che accompagna le comunità nel cambiamento, garantendo stabilità e visione di lungo periodo.
Numeri record per lo sviluppo locale
Con un patrimonio netto che vola a 2,64 miliardi di euro (+29%) e un attivo finanziario che come detto sfiora la soglia psicologica dei 3 miliardi, la Fondazione chiude il bilancio 2025 con numeri che raccontano non solo una gestione finanziaria di successo, ma una rinnovata potenza di fuoco per il sostegno ai territori, con la provincia di Vicenza che si conferma snodo nevralgico della programmazione.
L’avanzo di esercizio ha raggiunto i 36,8 milioni di euro, frutto di una strategia di diversificazione degli investimenti che mette al riparo le risorse destinate alla filantropia dalle turbolenze dei mercati. Una solidità che si è tradotta immediatamente in benefici concreti: per il territorio vicentino, questo significa continuità e potenziamento degli interventi.
Vicenza tra capitale umano e nuove generazioni
Dei 30 milioni erogati nelle cinque province in cui si suddivideva l’allora Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno Ancona e Mantova, la fetta più consistente — ben 10,7 milioni di euro — è stata destinata al capitale umano: un investimento cruciale per una provincia a forte vocazione produttiva come quella di Vicenza e gli altri quattro territori interessati, dove la sfida principale è trattenere i talenti e allineare le competenze dei giovani alle richieste di un mercato del lavoro in continua evoluzione. Proprio per dare voce ai giovani vicentini e delle altre province, la Fondazione ha lanciato lo Young Advisory Board, un organismo che permetterà alle nuove generazioni di partecipare attivamente ai processi decisionali.
Verso il 2028: la parola d’ordine è “rigenerazione”
Il 2025 non è stato solo un anno di consuntivi, ma il ponte verso il nuovo triennio di programmazione 2026-2028. Il Presidente Bruno Giordano traccia la rotta: “Non ci limitiamo a sostenere progetti, ma investiamo in condizioni che rendano i territori più dinamici e giusti”. Il concetto cardine sarà la rigenerazione. “La Fondazione si conferma un attore capace di accompagnare processi di sviluppo e rafforzare competenze”, ha dichiarato il direttore generale Filippo Manfredi. Anche per Vicenza, questo si traduce in un rafforzamento delle attività di monitoraggio e analisi dei progetti, garantendo che ogni euro investito generi un impatto misurabile sulla qualità della vita dei cittadini.
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