Golfo Persico in fiamme: anche due vicentini fra i dodici studenti veneti bloccati a Dubai

Ci sono una dozzina di studenti veneti fra i 200 che sono bloccati a Dubai a causa del conflitto fra Iran da una parte e Israele e Stati Uniti dall’altra. Una guerra che sta già tirando giù in un vortice tutta l’area del Golfo Persico, con lanci di droni e missili anche sugli Emirati Arabi Uniti, oltre che su Libano e il Kuwait. Migliaia gli italiani che per lavoro o turismo si trovano a Dubai in questo momento, molti i veneti. Il suo aeroporto internazione è uno scalo intermedio, peraltro, molto usato per i viaggi a Oriente. Complessivamente, sono 20 mila gli italiani che vivono stabilmente negli Emirati.

Fra questi, anche due ragazzi dell’Istituto Piovene di Vicenza, che pure fanno parte della comitiva che si trova a Dubai nel contesto del progetto “Ambasciatori del futuro” dell’associazione World Student Connection, una iniziativa che simula un’attività diplomatica con giovani provenienti da tutto il mondo, con l’obiettivo di riprodurre il funzionamento delle commissioni delle Nazioni Unite.

La città, cuore del business del Golfo Persico, è fra gli obiettivi della rappresaglia iraniana ai lanci di missili da parte di Isreale e Stati Uniti. Tutti i ragazzi stanno bene e si trovano al sicuro negli alberghi: l’assistenza è garantita anche dal Consolato Generale d’Italia a Dubai ma non si sa quando potranno rientrare. Dovevano farlo oggi ma anche lo slittamento al 6 marzo al momento non è confermato.
Le loro testimonianze sono tutte simili: scie in cielo, qualche boato, l’invito a non stare vicini alle finestre o a raggiungere i sotterranei. Il blocco degli spazi aerei nell’area li costringe a rimanere per il momento negli Emirati Arabi: è ancora incerta la riapertura dell’aeroporto.

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