La “storia” non funziona, una 24enne dice basta. L’ex, di 57, non accetta e la violenta

Ascolta l'audio
...caricamento in corso...
La ragazza vittima della prevaricazione altrui è stata visitata al San Bortolo

Per il personale sanitario dell’ospedale San Bortolo una violenza sessuale ci sarebbe effettivamente stata, validando il racconto di una giovane vicentina che risiede in città, vittima della prevaricazione da parte dell’ex fidanzato.

Lui 57 anni, lei 24, avevano intrecciato un rapporto difficile da sostenere fino a quando la ragazza ha deciso di troncare la storia d’amore che, d’un tratto, si è trasformata in una brutta vicenda di cronaca e violenza.

I carabinieri della stazione del capoluogo berico e del Nucleo Operativo sono intervenuti mercoledì scorso a Vicenza per raccogliere la testimonianza e la denuncia della giovane donna, deferendo – a piede libero – il più maturo ex fidanzato, un professionista che vive anch’esso nel capoluogo di cui non sono state rese note le generalità nè le iniziali, in attesa di ulteriori accertamenti. I due si erano conosciuti, acconsentendo reciprocamente a frequentarsi e instaurare un legame.

Una relazione sentimentale turbolenta, allacciata da alcuni mesi, che però nei giorni scorsi stava volgendo alla conclusione, esplicitamente decisa dalla 24enne e comunicata alla controparte. L’uomo, però, non avrebbe accettato la scelta unilaterale, usando la forza per trascinare l’ex in camera da letto dove compiere poi l’atto illecito, incurante del rifiuto da parte della ragazza vicentina, che non intendeva avere un rapporto sessuale secondo la sua testimonianza.

Di fatto uno stupro, avvenuto contro consenso e configurando un reato grave se gli indizi di prova confermeranno la tesi della vittima in un’aula di giustizia del Tribunale di Vicenza. Una telefonata al 112, la sera stessa in cui si è verificato il fatto ora sotto inchiesta, ha richiesto l’intervento dei carabinieri. La coppia di ex amanti si trovava nell’alloggio di lei mercoledì sera, ed ha proceduto nelle ore successive ad identificare entrambi e ricostruire quanto avvenuto, chiedendo chiarimento al 57enne chiamato in causa per un atto infamante.

Non è nota la versione dei fatti di quest’ultimo ma, di fronte a un referto medico, la sua valenza avrà un peso specifico relativo rispetto all’accusa. Si affiderà a un legale per difendere la propria posizione. L’uomo, nel frattempo, rimane libero in attesa del probabile processo da celebrare nei prossimi mesi e che lo vedrà come imputato del reato di violenza sessuale.