Piantedosi a Vicenza: “E’ una città sicura”. Possamai incalza e chiede più polizia

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“Dal punto di vista dello Stato e dei dati ufficiali, Vicenza è una città sicura”. È questo il messaggio che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha portato oggi in Prefettura a Vicenza durante il Comitato provinciale per l’Ordine e la sicurezza pubblica. Una rassicurazione basata sulle statistiche del Viminale, che tuttavia si scontra con le richieste dei cittadini e con le esigenze del sindaco Giacomo Possamai, che a quei cittadini deve dare risposte e al quale i cittadini si rivolgono, spesso dimenticando, o non sapendo, che la sicurezza compete, in primis, allo Stato.

Infatti se da un lato il governo blinda la città del Palladio dietro i numeri delle classifiche ufficiali, dall’altro i vertici degli enti locali, il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai e il presidente della Provincia Andrea Nardin, hanno approfittato del faccia a faccia per chiedere un cambio di passo concreto: più agenti in strada, più risorse e più tutele per aziende e case private. Il sindaco Giacomo Possamai ha tracciato una linea di demarcazione tra le statistiche romane e la vita reale dei vicentini: “Il Ministro ha sottolineato come Vicenza sia una città sicura nei numeri ufficiali. Un elemento che prendiamo in considerazione, ma che non esaurisce il tema. Per noi conta difendere una qualità della vita che ha sempre fatto di Vicenza una città vissuta come sicura. Il nostro obiettivo è lavorare perché lo sia anche nella percezione concreta delle persone”, ha sottolineato Possamai.

Il nodo centrale resta quello della carenza dei poliziotti, un problema strutturale che dopo gli ultimi pensionamenti è scoppiato. I numeri presentati dal sindaco sono impietosi: se nel 2008 in provincia si contavano 491 agenti della Polizia di Stato, oggi nel 2026 la quota è scesa a 344. Un taglio netto di 147 unità in un ventennio. Per questo, in vista del maxi-piano di assegnazioni estive della Polizia di Stato, Possamai ha avanzato una richiesta tassativa: “L’arrivo di nuovi agenti a Vicenza deve essere superiore al numero dei pensionamenti (circa una trentina). Serve un rafforzamento reale, non una semplice sostituzione. Questa estate sarà il passaggio decisivo”. A gravare sulla gestione della sicurezza cittadina ci sono anche fattori straordinari che fanno di Vicenza una realtà unica: l’impatto dei mega-cantieri dell’Alta Velocità (TAV), la presenza delle basi militari statunitensi e le tensioni nate in alcune aree calde come la stazione ferroviaria.

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Provincia Andrea Nardin, che ha voluto accendere i riflettori sul tessuto produttivo del vicentino: “Il vicentino è un territorio laborioso e ad alta produttività, e questa forte concentrazione economica lo rende un obiettivo appetibile per la criminalità. Al di là del controllo degli spazi pubblici, ho rimarcato al ministro la necessità assoluta di tutelare le abitazioni e le aziende dei privati. La salvaguardia della proprietà privata è un pilastro”. Nardin ha inoltre segnalato l’emergere di fenomeni preoccupanti legati alle ‘baby gang’ e ha promosso le recenti strategie di contrasto introdotte sul territorio, come le ‘zone a vigilanza rafforzata’ (ex zone rosse) nell’area della stazione e l’impiego dei Reparti di prevenzione del crimine. Nardin ha spiegato: “Il ministro ci ha rassicurato con comunicazioni importanti in merito al rafforzamento dell’organico delle forze dell’ordine, pattugliamenti da parte di nuclei specializzati, investimenti per le dotazioni tecnologiche per la Pubblica Amministrazione”.
La partita della sicurezza a Vicenza resta però aperta: se per lo Stato i bilanci della criminalità sono sotto controllo, per la politica locale l’unica risposta valida arriverà con i numeri dei nuovi agenti che effettivamente prenderanno servizio in città nei prossimi mesi.

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