Prematuri “abbracciati” dalla mamma anche in incubatrice. Innovazione al San Bortolo (VIDEO)

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La nuova termoculla "intelligente" e dietro il primario Bellettato, Coralba Scarrico di Team for Children e il dg Giovanni Pavesi

Al San Bortolo di Vicenza, primo ospedale in Italia, arriva una tecnologia che permetterà anche ai neonati prematuri – circa 250 all’anno, qui – di sentire il respiro della mamma e di percepire il battito del suo cuore. Pur stando dentro all’incubatrice. L’innovazione è un nuovo macchinario, il BabyBe, donato dall’associazione Team for Children (vedi il video). Secondo i medici i vantaggi sono notevoli: se i neonati “sentono” la vicinanza e il contatto diretto con la mamma hanno meno crisi respiratorie, sono più tranquilli e non soffrono conseguenze da stress.

L’innovazione consiste in un’incubatrice con un materassino in technogel su cui il bimbo viene sdraiato. Il materassino trasmette al neonato tutte le sensazioni e i movimenti, volendo anche la voce della madre: lei stringe al petto uno speciale cuscino che, via wireless, “comunica” con il materassino. Il reparto di Patologia Neonatale dell’ospedale San  Bortolo di Vicenza è il primo in Italia e il terzo al mondo – dopo quelli di Santiago del Cile e di Eindhoven in Olanda – ad utilizzare questa tecnologia. A idearla è stato il dottor Camilo Anabalon, neonatologo e ricercatore cileno: la realizzazione pratica del cuscino in softgel è però di una ditta vicentina, che ha partecipato alla donazione, la Technogel Italia di Pozzoleone.

L’idea è nata da un progetto di ricerca condotto durante un master che ha coinvolto parte dell’equipe medica della Patologia Neonatale di Vicenza, in cui si illustrava – con evidenze scientifiche – l’importanza del contatto tra la madre e il bambino nel mantenere la stabilità dei parametri vitali del prematuro. Come noto però la termoculla – fondamentale per mantenere la stabilità della temperatura dei bambini nati prematuri – impedisce, anche per diverso tempo, l’immediato ed importante legame fisico tra madre e figlio: nei casi migliori il contatto è limitato a un’ora al giorno, rallentando i tempi di ripresa del piccolo paziente. Come mantenere dunque tale contatto preservando allo stesso tempo il bambino dai rischi di eventuali infezioni? Da qui lo sviluppo di BabyBe: un primo cuscino realizzato con uno speciale “Technogel”, avvicinato al ventre della madre, riconosce il battito cardiaco e il movimento del torace a seguito del respiro e li trasforma in segnali che vengono inviati via wireless al cuscino nella culla termica che, grazie al technogel, trasferisce al neonato la sensazione di vicinanza fisica alla madre. Non solo, anche la musica e la voce della madre possono essere trasmesse al materassino, attraverso un dispositivo sonoro esterno.

Al San Bortolo l’apparecchio è già in uso. «Subito il bambino si tranquillizza – spiega Massimo Bellettato, primario di Pediatria dell’ospedale vicentino -, rendendo più sereno e fisiologico lo stare nella termoculla, inoltre si riducono i livelli di cortisolo, ormone dello stress che può influire negativamente sul benessere del bambino. La confortante presenza della madre è ricreata nel contatto tra il bambino e il softgel, che richiama la morbidezza e il tepore del corpo materno, con un effetto rassicurante che ha una sostanziale efficacia terapeutica». Ogni anno sono circa 350 i neonati ricoverati nella Patologia Neonatale dell’ospedale di Vicenza e tra questi circa 250 prematuri, tra i quali circa un quarto con un peso inferiore a un chilo e mezzo.

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