Salmoni, sopravvissuto a Buchenwald: “C’è solo una razza, quella umana”

Gilberto Salmoni, sopravissuto al lager di Buchenwald

“Ad Albert Einstein che immigrava negli Stati Uniti fu chiesto di dichiarare la sua razza di appartenenza: lui, che era un genio, rispose: sono di razza umana!”. Lo ha affermato rispondendo ai giornalisti che lo attendevano all’entrata del palazzo delle Opere Sociali (piazza Duomo) a Vicenza, Gilberto Salmoni, 89enne ligure, sopravvissuto al campo di sterminio nazista di Buchenwald che ieri pomeriggio ha incontrato 300 persone tra ragazzi delle medie di Recoaro e delle superiori di Vicenza (Lioy, Quadri, Montagna).

L’incontro è stato organizzato da Spi-Fnp-Uilp, i sindacati pensionati di Cgil-Cisl-Uil in occasione del Giorno della Memoria 2018 grazie anche al patrocinio del Comune e della Provincia di Vicenza.

Gilberto Salmoni venne arrestato nel 1943 a Bormio con tutta la sua famiglia: genitori, fratello maggiore, sorella e cognato. Vittime delle leggi razziali si erano nascosti e stavano scappando dalla loro città (Genova) e furono denunciati da un delatore. Arrestati dai militari della Repubblica di Salò, rimasero (dopo essere passati per il carcere di Milano) per diverso tempo a Fossoli in provincia di Modena dove vi era un campo di smistamento. Da lì genitori e sorella finirono ad Auschwitz dove morirono, mentre lui e il fratello maggiore furono spediti a Buchenwald, nella Germania centrale, e riuscirono a cavarsela. Il fratello Riccardo era entrato in un gruppo clandestino di oppositori, ma lui che era ragazzino non lo sapeva. Pochi erano gli italiani e i fratelli Salmoni stavano in una baracca con diversi prigionieri politici transalpini, tra loro personalità politiche e istituzionali importanti della Francia prima dell’invasione nazista.

Tornato in Italia Gilberto Salmoni riprese gli studi diplomandosi nel 1945 al liceo classico. Successivamente proseguì con gli studi universitari. Non parlò per decenni del dramma vissuto. “Solo da una decina d’anni racconto la vicenda che investì la mia famiglia”, ha spiegato: “prima era difficile, ti dicevano che tutti avevano vissuto la guerra, ma quello che avevamo vissuto noi era aberrante, ma gli altri non lo sapevano!”.

“Tutto quello che è successo, la strage di milioni di persone inermi, la Shoa, è stato provocato da pochi uomini senza umanità che hanno applicato metodi scientifici su larga scala per praticare lo sterminio”, ha sottolineato Salmoni: “che uomo può essere uno come Hitler che nonostante la fine fosse vicina ha lasciato per mesi che le fortezze volanti alleate massacrassero le città tedesche? O ancora il suo ministro della propaganda Goebbels che, siccome considerava tutto finito, prima di suicidarsi ha ucciso la moglie e i suoi sei figli? Cosa ha capito della vita Goebbels? Perché non ha lasciato vivere i suoi familiari come farebbe qualsiasi essere umano?”.

“Queste cose vanno ricordate perché sono successe davvero – ha concluso Salmoni – ma purtroppo c’è il pericolo che si ripetano e per questo dobbiamo raccontare e far sapere a gran voce che tutto ciò è successo davvero!”.

L’incontro è stato accompagnato dalle canzoni di Luca Bassanese. In conclusione il cantautore vicentino, accompagnato dal coro dei ragazzi delle medie dell’IC Floriani di Recoaro Terme, ha cantato Il Girotondo di Fabrizio De Andrè.

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