Ulss 8, giro di vite sui direttori di dipartimento. “Rischio fuga di medici da Vicenza”

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Finita l’estate, ritorna di attualità la gestione dell’Ulss 8 Berica imposta dal nuovo direttore generale Peter Assembergs, che avrebbe cambiato ben quattro direttori di dipartimento. A far scoppiare il caso sono i consiglieri regionali di minoranza Chiara Luisetto e Antonio Marco Dalla Pozza, del Partito Democratico, spalleggiati da quello di Alleanza Verdi Sinistra Carlo Cunegato.

Nel giugno scorso, il malumore che sepeggiava fra i primari era esploso quando i primari si erano rivolti ai vertici della Regione denunciando minacce, intimidazioni e incapacità gestionale in capo proprio al direttore generale lombardo, che voci ben informate raccontano come imposto la sera prima delle nomine dal segretario federale della Lega Matteo Salvini.

“Le notizie riguardanti gli avvicendamenti dei direttori di dipartimento presso l’Ulss 8 Berica stanno creando forti perplessità e apprensione tra il personale medico e le sigle sindacali, sollevando dubbi sulla continuità e sulla valorizzazione delle risorse interne dell’ospedale San Bortolo e dell’intera Ulss. Per questo riteniamo sia necessario approfondire la situazione in sede istituzionale” dicono Luisetto (che è anche vice presidente della commissione Sanità) e Dalla Pozza (vice capogruppo dem). Insieme hanno per questo depositato formalmente richiesta di audizione dell’assessore regionale Gino Gerosa e del direttore dell’Area Sanità e Sociale, “affinché riferiscano in merito agli avvicendamenti in corso, alle relative motivazioni e alle prospettive organizzative dell’Azienda Ulss 8 Berica”. La richiesta è stata indirizzata alla presidente della Quinta commissione consiliare, Manuela Lanzarin “anche per dare seguito alle audizioni del 24 giugno e del 1° luglio. Vogliamo conoscere gli sviluppi intervenuti da allora, in particolare alla luce delle recenti notizie di stampa, riguardo la gestione dell’Ulss 8. È fondamentale garantire trasparenza e risposte certe sia agli operatori sanitari che ai cittadini vicentini”, concludono i consiglieri regionali.

Cunegato: “Rischio di fuga di medici da Vicenza”
“La vicenda del direttore generale Assembergs è nota. Nel 2023, Direttore generale di Bergamo, riceve il voto più basso della conferenza dei sindaci e non viene più rinnovato. Poi vince Stefani, vicino al lombardo Salvini, e lo nomina direttore generale di Vicenza”. afferma Cunegato, capogruppo Avs in consiglio regionale del Veneto. “Dopo pochi mesi arriva una lettera dei medici. Una cosa mai vista da quando faccio politica. Denunciano un modo di fare aggressivo, poco rispettoso delle persone. Perfino Valente, presidente dell’ordine dei medici, aveva avvertito: ‘rischiamo che molti medici se ne vadano. Io sono intervenuto chiaramente chiedendo le dimissioni: in un’epoca di grave crisi della sanità pubblica, con carenza di personale, non possiamo permetterci una emorragia di medici. Il personale va valorizzato, non insultato'”.
“Abbiamo saputo – prosegue Cunegato – che Assembergs, senza alcuna condivisione, ha deciso di cambiare quattro direttori di dipartimento. Ruoli apicali ed essenziali per l’ospedale. Una cosa mai successa in 25 anni. Questa è una cosa inusuale, particolarissima. È una vendetta? È il tentativo di costruire una discontinuità? Tutto questo può avvenire senza che Stefani e Ruscitti ne siano a conoscenza? È il congedo dalla classe dirigente dell’era Zaia? Non lo sappiamo. Sappiamo solo che questo modo di fare è incomprensibile e che molti professionisti di grande valore stanno fuggendo da Vicenza. Per fare un esempio, pare che il dottor Vinicio Danzi, primario di rianimazione e anestesia, a capo di ottanta medici, se ne vada allo Iov di Padova dal 1° ottobre. Ancora una volta il direttore appare senza tatto, senza equilibrio e quindi inadeguato. Tutto questo rimane inspiegabile ed è davvero vergognoso. Vogliono forse svuotare e distruggere l’ospedale di Vicenza?” conclude il consigliere di Avs.

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