Progetto Faresin: domani sera incontro pubblico su acqua e suolo, giovedì la conferenza dei servizi

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Il flash mob del febbraio scorso

Giorni “caldi” in tutti i sensi a Colceresa per la spinosa questione della costruzione del nuovo stabilimento dell’azienda breganzese Faresin Industries, che dopo aver incassato nel 2023 il “no” dal Comune di Sarcedo al progetto che prevedeva la realizzazione del complesso produttivo sopra la ex cava di via Villa Capra (anche qui con un comitato contrario), sta da circa un anno lavorando per “portare a casa” a Colceresa quanto negato altrove.

Per giovedì il 24 luglio alle 10 nella sede della Provincia di Vicenza è convocata la Conferenza dei servizi chiamata a decidere sul progetto, mentre per domani sera, lunedì 21 luglio, è in programma un’assemblea pubblica che si preannuncia incandescente, dato che con l’aiuto di espertisi parlerà non solo del problema del consumo di suolo previsto da progetto, ma anche delle implicazioni sulla risorsa idrica. Interverranno infatti Lorenzo Altissimo, chimico e già direttore del Centro Idrico di Novoledo, e Maurizio Boldrin, architetto e consulente per la pubblica amministrazione. L’appuntamento è alle ore 20.45 nella sala conferenze di Palazzo Scaroni in via Chiesa 29.  L’incontro è organizzato dalla rete di associazioni impegnate contro il progetto: Acqua Bene Comune Vicenza, A.Ri.A bassanese, Comitato Residenti Colceresa, Centro di iniziativa Politico – culturale Romano Carotti, Comitato Abc Marostica, Consulta per l’Ambiente di Rosà, Coordinamento Non Bruciamoci il futuro, Coordinamento Tutela Territorio Breganze, Italia Nostra sezione di Bassano del Grappa, Fiab Bassano- G.a.s. Canova e Legambiente Vicenza.

Il progetto
Faresin Industries chiede di poter realizzazione un nuovo grande impianto produttivo di circa 25 mila metri quadrati, “ad elevata sostenibilità ambientale” (come afferma l’azienda) in via Nuova Bretella nella frazione di Villaraspa, nei pressi del casello della Superstrada Pedemontana Veneta e a ridosso dell’attuale zona artigianale ma anche di importanti attività agricole e vitivinicole. L’obiettivo è quello di riunire le attuali lavorazioni oggi sparse in cinque siti nella zona artigianale di Breganze, migliorando efficienza produttiva e integrando le strutture.
Per poter realizzare il progetto, oltre alla Conferenza dei Servizi, si rende necessaria una variante urbanistica al Pati, con la trasformazione da terreno agricolo a produttivo (la domanda ufficiale Faresin l’ha presentata a gennaio). In parole povere: lo stabilimento porterà alla cementificazione di una massiccia quantità di verde: ben 85 mila metri quadrati complessivi. Fatto questo che ha scatenato una forte mobilitazione civica e delle associazioni ambientaliste. L’iter autorizzativo è ancora in corso: dopo la conferenza di servizi il placet dovrà darlo il consiglio comunale, chiamato a votare dopo aver valutato gli equilibri tra sviluppo produttivo locale e tutela del territorio.

Il sindaco di Colceresa, Enrico Costa

L’iter e la posizione del Comune 
La maggioranza in Comune pare al momento favorevole al progetto. Lo scorso 5 marzo, la giunta ha espresso parere favorevole, ma a condizione che l’azienda riservi il 50% dei posti di lavoro ai residenti, che vi sia un bacino di mitigazione delle acque meteoriche, una barriera verde, una piantumazione lungo il torrente Valderio e la costituzione di una comunità energetica rurale (Cer). Il sindaco Enrico Costa e gli assessori, insomma, ritengono che la contropartita in ricadute occupazionali e opere mitigatorie valga il sacrificio dei terreni agricoli,sottolineando anche il fatto che il sito è adiacente a zone produttive esistenti e collegato alla viabilità senza impatto aggiuntivo su traffico locale. 

La conferenza di Servizi
La Conferenza di Servizi è strumento della pubblica amministrazione che mira a semplificare e coordinare i procedimenti amministrativi, specialmente quelli che richiedono l’acquisizione di più autorizzazioni, nulla osta e pareri. In pratica, si tratta di una riunione in cui i vari enti coinvolti si confrontano per arrivare a una decisione univoca, evitando il moltiplicarsi di singoli atti e procedure. Nel caso della Faresin Industries, una prima conferenza dei servizi “istruttoria” si era tenuta il 17 aprile e aveva programmato la riunione decisoria per il 29 maggio, ma si è reso necessario poi l’aggiornamento al 24 luglio per la necessità di acquisire anche il parere obbligatorio dal Dipartimento Geologia Sismica della Regione. In Provincia giovedì saranno presenti il Comune, la Provincia, la Regione, l’Ulss 7 Pedemontana, i Vigili del Fuoco, il Genio Civile, Etra, il Consorzio di Bonifica Brenta, il Consiglio di Bacino Brenta, il Comune di Pianezze e la Superstrada Pedemontana Veneta.

L’interrogazione delle minoranze e le critiche
Contrari al progetto sono sia i residenti che la rete di associazioni e comitati ambientalisti presenti nel territorio, che parlano di una “enorme colata di cemento” su un’area agricola di pregio, avviata senza adeguata informazione pubblica e con ritardi nella consegna degli atti per le osservazioni. In questi mesi si sono susseguiti flash-mob, comunicati, richieste di accesso agli atti e serate informative. Renzo Masolo (consigliere regionale di Europa Verde) critica le deroghe regionali che permettono il consumo di suolo, invitando a recuperare capannoni già esistenti piuttosto che cementificare nuove aree verdi. Flash-mob, comunicati, serate informative come quella di domani sono gli strumenti che si sono dati i cittadini ontrari al progetto, che criticano

L’interrogazione delle opposizioni
A fine maggio la questione è approdata in consiglio comunale: il gruppo consiliare di minoranza ‘Comunità Colceresa‘ ha presentato infatti un’interrogazione sul progetto, chiedendo l’utilizzo di strumenti specifici come l’analisi costi-benefici, valutazioni sociali, ambientali e viabilistiche. I consiglieri di minoranza hanno anche chiesto un maggior coinvolgimento della cittadinanza, un approfondimento da affidare ad enti universitari e la definizione di linee guida comunali per tutti i casi simili. Nella sua risposta il sindaco Enrico Costa ha ricordato che son ben tre le recenti proposte di questo tipo e analizzate attentamente da uffici comunali e dagli enti sovraordinati. Ha sottolineato come non vi sia alcun obbligo di applicare strumenti standardizzati come l’analisi costi-benefici, ritenuti spesso teorici e sproporzionati. Ha inoltre ricordato che con Faresin si è instaurato un dialogo già nella fase pre-progettuale e che son stati richiesti alla società benefici pubblici, come aree verdi, parcheggi, bacini di laminazione e opere ciclopedonali. A Faresin sono state inoltre domandate misure di mitigazione ambientale (come alberature, la gestione acque e l’inserimento dell’edificio nel contesto paesaggistico). Inoltre, sempre per il sindaco, le aree individuate sono già infrastrutturate o ritenute ampliabili secondo pianificazioni superiori (ossia la Regione). Infine, riguardo alla partecipazione e alla trasparenza, l’amministrazione ha confermato l’intenzione di garantire trasparenza e apertura al confronto, prevedendo, probabilmente a settembre, una riunione pubblica a conclusione dell’iter della conferenza di servizi.

L’azienda
Faresin Industires è leader nel settore della produzione di macchine per uso agricolo e industriale. Esporta l’89% della sua produzione e l’attività è oggi frammentata in cinque stabilimenti a Breganze, per un totale di oltre 21 mila metri quadrati di superficie coperta. Si tratta di un’azienda in crescita: il fatturato nel 2023 ha segnato un aumento del 22,5%. Come si legge nella Relazione Tecnica Generale dell’intervento, “l’azienda ha l’impellente necessità di attuare investimenti in capacità produttiva in grado di supportare la crescita attesa già nell’immediato futuro” con l’obiettivo di “un importante aumento di macchine prodotte passando dalle attuali 1300 per il 2024 alle 2200 macchine per il 2028, con conseguente aumento anche della forza lavoro e dell’occupazione”. E’ stata fondata nel 1973 dall’attuale presidente Sante Faresin e oggi conta sul contributo delle figlie Silvia e Giulia, che ricoprono importanti ruoli di vertice. L’azienda, che conta oltre 200 dipendenti nel mondo, dei quali circa 110 in Italia, afferma di avere fra i suoi obiettivi la neutralità carbonica.

 

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