È la “guàna” l’ultima opera di Martalar. Ecco il tour “innevato” fra le opere dello scultore di Vaia

Vedere le opere di Marco Martalar in queste giornate innevate, è sicuramente un’esperienza davvero particolare. Ecco allora dove vederle avvolte nel bianco candore delle neve (tutte le opere sono segnalatate su Google Maps).
Cervo di Cima Fertazza a Selva di Cadore (Belluno), si trova nel punto più alto dello Ski-Civetta, circondato per 360° da un panorama mozzafiato sulle Dolomiti.
Dragonvaia Regeneration, con i suoi 17 metri è la più grande delle opere di Martalar. Si trova a Lavarone (Trento), lungo il sentiero del Drago ed è stato realizzato con legni bruciati dopo che un incendio ha distrutto la prima opera realizzata sul posto, il Drago di Vaia.
L’Hafhlinger di Strembo lungo la ciclabile della Val Rendena al Parco Ducoli a Strembo (Trento).
Il Radicosauro delle Plaze sul lago di Santa Giustina località le Plaze (Predaia, Trento).
L’Orso del Pradel con lo sfondo delle Dolomiti del Brenta località Pradel di Molveno (Trento).
Lupa del Lagorai in località Vetriolo Terme, ulila su tutta la Valsugana e i monti dei Lagorai a Levico (Trento).
Il Grifone del Tesino località Celado di Castello Tesino (Trento).
L’aquila di Vaia a Marcesina, uno dewiu luoghi più colpiti dalla tempesta Vaia comune di Grigno (Trento).
Leone alato di Tarzo, Treviso. Si trova in località Fratta, affacciato sul Lago di Revine, nel cuore delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.







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