Strage in Svizzera: locale brucia nella notte di Capodanno: 47 vittime. Sei italiani dispersi, 13 feriti

Strage alla festa di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. Almeno 47 persone sono morte e per ora 115 sono i feriti a causa dell’incendio in un locale. Sei gli italiani dispersi e 13 in ospedale. Una 16enne italiana è ricoverata in coma all’ospedale di Zurigo. Al Niguarda di Milano sono arrivate due 16enni e una donna di 30 anni in gravi condizioni. Circa 80-100 persone sono in condizioni critiche dunque il bilancio potrebbe ancora aggravarsi. Molte vittime sono giovanissime. Alcuni sono irriconoscibili perché sfigurate dalle ustioni.
Molti ragazzi sarebbero rimasti intrappolati nel bar interrato: “L’unica via di fuga era una scala, la porta per uscire era stretta” raccontano testimoni. Il ministro degli Esteri Tajani oggi sarà a Crans-Montana: “Difficilissimo identificare le vittime – ha detto – Ci vorranno settimane”. Cordoglio dal presidente Mattarella e dalla premier Meloni.
Intanto al centro dei rilievi tecnici c’è la schiuma poliuretanica utilizzata per l’insonorizzazione. Se non trattato con additivi ritardanti di fiamma, questo materiale plastico non solo brucia con estrema rapidità, ma subisce un processo di liquefazione: il cosiddetto “gocciolamento ardente”. Chi era presente ha raccontato di una vera e propria pioggia di fuoco che cadeva dall’alto, rendendo impossibile la fuga e incendiando istantaneamente i vestiti sintetici dei presenti.
Oltre al calore, l’altro grande killer è stato il fumo. Il poliuretano, bruciando, rilascia monossido di carbonio e acido cianidrico, un gas che può rendere incoscienti le vittime dopo appena due o tre respiri. In un ambiente seminterrato, con una ventilazione limitata, la concentrazione di questi fumi ha trasformato le vie di uscita in corridoi ciechi e letali.
Ora gli inquirenti dovranno stabilire se i pannelli acustici installati fossero conformi a questi standard o se fossero semplici schiume per imballaggio, prive di protezione ignifuga.