Groenlandia, tregua momentanea dopo Davos, Trump: “Canada contrario al Golden Dome”

A Davos tregua momentanea sulla Groenlandia dopo che il presidente americano Donald Trump ha lasciato il Forum Economico con un “accordo quadro”, raggiunto con il segretario della Nato, Mark Rutte. Subito la tensione è calata ma sulla sostanza dell’accordo resta una coltre di nebbia. Trump ha esultato dicendo: in Groenlandia “Faremo ciò che vogliamo e a costo zero” e ha annunciato l’avvio dei negoziati. “Avremo tutte le basi che ci servono”, ha esultato il presidente Usa. Ma in realtà il patto sulla difesa con la Danimarca sancito nel 1951 concedeva già agli Stati Uniti un accesso molto ampio alla Groenlandia.

Il premier della Groenlandia Jens Frederik Nielsen ha replicato: “La nostra sovranità e l’integrità sono una linea rossa”. Quanto al Segretario generale della Nato Mark Rutte non ha, né ha mai chiesto, alcun “mandato” a discutere questioni di sovranità territoriale, precisano fonti diplomatiche a La Presse. Nelle scorse ore inoltre, esponenti del governo groenlandese e danese avevano sottolineato che nessun altro poteva negoziare per loro.

Ursula von der Leyen replica a Trump. La presidente della Commissione Europea ha ribadito che l’Ue si muove sulla Groenlandia seguendo quattro principi: “Fermezza, apertura, preparazione e unità”. Nella notte Donald Trump è tornato sul tema, affermando che gli Stati Uniti, in base all’accordo, “possono fare quello che vogliono”.

Nel frattempo Trump ha rispolverato un importante progetto legato alla Difesa e denominato “Golden Dome Shield” di cui aveva parlato nei mesi scorsi durante un vertice della Nato svoltosi a L’Aja. Si tratta di uno scudo missilistico basato su una tecnologia spaziale sviluppata specificatamente per intercettare minacce provenienti da vettori balistici o nucleari.

Canada contrario allo ‘scudo’. “Il Canada è contrario alla costruzione del Golden Dome sopra la Groenlandia, anche se il Golden Dome proteggerebbe il Canada. Invece, ha votato a favore di fare affari con la Cina, che ‘se lo mangerà’ entro il primo anno!”. Ad affermarlo è stato lo stesso Trump in un post su Truth.

Intanto in Groenlandia e Danimarca è boom di app per boicottare i prodotti americani, che hanno scalato le vette degli store. Tra queste spiccano NonUSA e Made O’Meter, adottate in massa dai cittadini del piccolo stato nordeuropeo e groenlandese. Complessivamente, i download giornalieri per queste applicazioni sono aumentati in media, dell’867% nel giro di due settimane.