Fuga di gas a Gallio nella quale morì il dottor Rossato, chiuse le indagini: undici gli indagati

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Poteva essere una strage, il primo ottobre 2024, a Gallio in via Ech, quando una rottura della condotta del metano portò all’esplosione che provocò la morte di Luigi Rossato e al ferimento del figlio Michele. Ora per quei fatti la Procura ha chiuso le indagini: undici gli indagati fra titolare, tecnici e operai della ditta di Catania impegnata nei lavori della posa della fibra ottica. I capi di accusa sono omicidio, lesioni gravi, disastro e crollo di edificio colposi, oltre alle violazioni in materia di sicurezza. La pubblico ministero di Vicenza Maria Elena Pinna ha avvisato della chiusura delle indagini titolari, professionisti, tecnici e dipendenti delle società incaricate da E-distribuzione spa, Infrastrutture e Reti Italia spa e Consorzio stabile Consiel.

L’agghiacciante ricostruzione
Da momento della rottura della condotta del metano e la conseguente esplosione, passò più di mezz’ora – 34 minuti per la precisione – prima che la strada provinciale 128 fosse chiusa al traffico e in quel tempo transitarono ben 106 veicoli, compresi due autobus pieni di passeggeri e una cisterna di benzina. 34 minuti son un tempo infinito, nel quale si sarebbero potute registrare molte più vittime.

Palazzina crolla dopo una violentissima esplosione: un disperso e un ferito – VIDEO/GALLERY

Il non rispetto delle procedure di sicurezza
Dalle indagini è emerso il non rispetto delle procedure di sicurezza. Il sospetto è che per interrare la fibra ottica si sia usato un perforatore meccanico invece di eseguire uno scavo a cielo aperto, come da accordi. Tante le violazioni, omissioni, linee guida contestate perché disattese. Erano le 16.29. Il foro pilota, allargato con l’utlizzo di un “alesatore”, ha bucato il tubo del gas a 1 metro e 20 di profondità. L’allarme, poi  scattò tardi, la strada non venne chiusa e i residenti non furono evacuati: chi era in cantiere ha contattato solo 15 minuti dopo Italgas per comunicare la rottura del tubo e solo 20 minuti dopo il danneggiamento i vigili del fuoco. Il metano fece in tempo a diffondersi attraverso il terreno, gonfiandolo, e percorse pure le fognature fino alle case vicine, senza che l’area venisse isolata. Probabilmente l’esplosione avvenne nel momento in cui Rossato premette un interruttore della corrente elettrica.
Per gli indagati ora si profila il processo, con tanto di legittime richieste di risarcimento da parte dei familiari della vittima, del Comune di Gallio e di tutti i danneggiati.

 

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