Miracolo a Verona: vicentina nata con metà cuore, ha dato alla luce una bambina

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La storia di Laura e della sua piccola Atena non è solo il racconto di una serie di successi medici, è anche la testimonianza dell’amore che sfida la sorte e la determinazione di una mamma a stringere tra le braccia la sua bambina.

“Mai avrei creduto che una gravidanza fosse nelle carte che la vita mi aveva riservato – ha commentato mamma Laura – Ancora oggi fatico a realizzare che non sto sognando”.
Nata 38 fa con solo il ventricolo sinistro del cuore, per la vicentina Laura le prospettive di portare a termine una gravidanza e di poter superare lo stress del parto erano pressochè nulle.
Laura è sempre stata consapevole che una gravidanza sarebbe stata rischiosa sia per lei che per il bimbo. Infatti i medici non le avevano nascosto che per le donne con la sua patologia il rischio di complicanze cardiovascolari è alto e la gravidanza rappresenta uno stress estremo per un organo già in difficoltà.
Laura e il marito Giovanni però hanno voluto provarci. Il percorso, iniziato nel 2022, è stato un calvario di speranza e dolore: due aborti spontanei e gravi aritmie avevano quasi spinto Laura e il marito Giovanni a rinunciare. “Le probabilità di successo apparivano esigue – racconta oggi Laura – ma ce l’abbiamo fatta”.

L’emozione di mamma Laura
“Le probabilità di successo apparivano esigue, contro probabilità molto più alte di conseguenze serie o invalidanti. Io e mio marito avevamo deciso di rinunciare. Ma ce l’abbiamo fatta, siamo a casa e siamo famiglia. Tutto questo è stato possibile grazie all’instancabile lavoro del personale dell’Ospedale Borgo Trento, che ci ha accompagnati passo dopo passo con una professionalità eccezionale e una grandissima umanità. Non mi sono mai sentita una ‘semplice paziente’: tutti si sono occupati di me con una cura che non credevo possibile. Nel post-parto ci sono stati momenti difficili, ma Atena era già con me, e lei, insieme a tutto il team di professionisti e alla rete di parenti e amici, mi hanno dato la forza di andare avanti e di rialzarmi in quei momenti di scoraggiamento, per fortuna pochi”.

La gravidanza non è stata facile
Come hanno spiegato dall’azienda sanitaria di Verona, il cuore di Laura faticava ad adattarsi alla gestazione. Intorno alla 27esima settimana due episodi di aritmia severa hanno reso necessari due ricoveri in cardiologia, e in ostetricia e ginecologia. Al secondo ricovero si è riscontrato un rallentamento della crescita fetale che ha quindi intensificato il monitoraggio ostetrico e il parto di sarebbe presentato problematico sia che fosse naturale (per le forti spinte) sia che si praticasse un cesareo (per l’elevata probabilità di sanguinamento e di complicanze.

Il miracolo della vita si è compiuto in tre passaggi, grazie alla stretta collaborazione tra vari reparti dell’ospedale veronese di Borgo Trento. Il parto cesareo d’urgenza è stato praticato a 32 settimane di gestazione, quando a Laura è stata riscontrata la rottura prematura delle membrane. A quel punto un parto naturale sarebbe stato fatale per il suo cuore. Tre settimane dopo il parto per Laura è stato necessario l’impianto di un pacemaker per contrastare la fragilità elettrica del suo cuore e arginare i ripetuti episodi di svenimento. Infine, a causa di una grave emorragia uterina post-partum, impossibile da trattare con i farmaci standard che avrebbero sovraccaricato il cuore, si è reso necessario un terzo intervento per la rimozione dell’utero, salvandole definitivamente la vita.

La nascita di Atena
Atena è nata con un taglio cesareo necessario poiché, per Laura, il rischio di sanguinamento e un eventuale arresto cardiaco in anestesia totale si sarebbe potuto gestire meglio, piuttosto che durante il travaglio. L’operazione si è conclusa senza complicanze e Laura ha trascorso la notte in terapia intensiva. La bimba, nata con un peso di 1.690 grammi, è stata presa in carico dai neonatologi ed è rimasta ricoverata per 4 settimane in neonatologia nonostante le sue condizioni cliniche risultassero buone fin dalla nascita. La crescita è stata regolare e dopo la dimissione Atena ha potuto prendere il latte da mamma Laura.

Il team multidisciplinare. Il gruppo multidisciplinare dedicato alla gestione delle cardiopatie in gravidanza, composto da ginecologi Ricciarda Raffaelli, Carla Zamboni, Elena Mantovani, Anna Presti e Carlotta Tosadori, i cardiologi Matteo Ciuffreda, Alessandra Cristofaletti e Paolo Ferrero, gli anestesisti e le ostetriche, hanno seguito Laura fin dalle prime settimane di gestazione, garantendo assistenza continua nonostante l’elevato rischio clinico. La decisione di procedere con il taglio cesareo è stata condivisa tra l’équipe ginecologica guidata da Stefano Uccella, i cardioanestesisti coordinati da Leonardo Gottin, i neonatologi guidati da Renzo Beghini e il gruppo di cardiologia pediatrica diretto da Matteo Ciuffreda.

“Quella di Laura è una storia di successo a lieto fine, frutto dell’organizzazione dell’assistenza in Aoui che integra competenze ginecologiche, anestesiologiche, cardiologiche e cardiochirurgiche, dedicate alla tutela della vita sia dei neonati sia delle donne – ha sottolineato Giovanni Battista Luciani, primario di cardiochirurgia – Anche in caso di ulteriori complicazioni, la paziente avrebbe potuto essere trattata con standard assistenziali molto elevati. Solo in strutture di secondo livello come la nostra ci sono le competenze e le risorse necessarie a questi casi complessi”.

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