Minacciato con la motosega dai nomadi, lo Stato archivia”: l’amaro sfogo del sindaco

Incredibile epilogo a Monte di Malo per una vicenda che ha visto protagonista il sindaco Mosè Squarzon e la sua denuncia ad un gruppo di nomadi che, sorpresi a rubare in proprietà privata, lo avevano minacciato con una motosega.
Sabato con una raccomandata della Procura della Repubblica al primo cittadino è arrivata la risposta proprio da quello Stato che lui rappresenta: denuncia archiviata. Caso chiuso quindi.
“Avrei preferito una multa per eccesso di velocità”, ironizza con profonda amarezza Squarzon, che si è sentito umiliato come sindaco e come pubblico ufficiale.
E non nasconde di essere rimasto “costernato” nell’aver letto il contenuto della raccomandata. “Una beffa, ma non spenderò soldi pubblici per fare opposizione. Ritengo però giusto che la gente sappia come stanno le cose. Se denunce di questa portata vengono archiviate, non possiamo pretendere che le persone si comportino bene”.
I fatti
Due anni fa, dopo aver saputo che dei nomadi rubavano puntualmente, a tutte le ore, nelle proprietà di via Sile e via Gecchelina, Mosè Squarzon aveva deciso di intervenire. Una mattina, alle 6.30, si era trovato ad affrontare in prima persona sette ladri, identificati come nomadi, e aveva tentato di bloccarli. La reazione dei soggetti è stata intimidatoria: “si sono messi di traverso e mi hanno minacciato con una motosega che, seppur spenta, rappresentava un’arma di intimidazione formidabile. Ero solo contro di loro. Immediata è scattata la denuncia.
La beffa: “Uno schiaffo alla morale dei cittadini”
Nonostante la gravità dell’episodio ed il ruolo di pubblico ufficiale del sindaco la giustizia ha seguito un percorso diverso. A dicembre 2024 il Pubblico Ministero ha presentato richiesta di archiviazione, accolta dal Giudice. La raccomandata è arrivata solo ora, a distanza di tempo, chiudendo di fatto il caso.
Mosè Squarzon si è detto affranto, soprattutto per il segnale che la giustizia dà ai cittadini. “Potrei fare opposizione, ma dovrei spendere soldi, miei o dei cittadini. Non butterò soldi. Ma è un’ingiustizia e la gente deve sapere”, ha sottolineato il primo cittadino.
L’appello alle istituzioni
Lo sfogo di Mosè Squarzon, che ha registrato un video che mostra palesemente il suo senso di sconfitta, prosegue: “Non possiamo pretendere che la gente si comporti bene quando questi soggetti continuano a perpetrare delinquenza nella nostra comunità e quando queste sono le risposte alle nostre denunce. Mi appello alle istituzioni affinché certi comportamenti e certi giudizi arrivino fino in fondo, senza delegittimare le istituzioni e soprattutto la morale dei cittadini”.
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